Volpe in trappola
GEAPRESS – Esposto della Lega Nazionale per la Difesa del Cane volto a chiedere accertamenti sulla delibera emanata dalla Provincia di Chieti  ed avente ad oggetto un piano triennale di abbattimento di volpi. Si tratterebbe di ben 1791 animali. Il tutto sarà ora al vaglio della Procura della Repubblica di Chieti.

Le zone menzionate nel provvedimento sono quelle “riservate” al ripopolamento, per fini venatori, di fagiani e lepri. Le povere volpi, riporta la Lega Difesa del Cane, per ovvi motivi di sopravvivenza, sarebbero dunque “colpevoli” di depauperare queste riserve, sottraendo preziose prede ai cacciatori.

I dubbi che LNDC ha sottoposto alla magistratura sono diversi: in primis i criteri con i quali è stato effettuato il presunto censimento che ha portato a un così elevato numero di animali da uccidere e a quantificali in 1791 unità. Inoltre l’art. 19 comma 2 della legge 157/92 (legge nazionale sulla caccia) testualmente cita: ”tale controllo, esercitato selettivamente, viene praticato di norma mediante l’utilizzo di metodi ecologici su parere dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica. Qualora l’Istituto verifichi l’inefficacia dei predetti metodi, le regioni possono autorizzare piani di abbattimento”.

Gli animalisti pongono ora il dubbio sull’uso di tali metodi, oltre al voler conoscere il contenuto del parere rilasciato dall’ISPRA.

In ultimo nella delibera viene citata l’istituzione di presunti metodi ecologici di prelievo delle volpi mediante gabbie. “E’ lecito chiedersi – riporta la Lega Nazionale per la Difesa del Cane – come vengano poi soppressi gli animali e pertanto si sollecita la Procura a valutare se tali metodi potrebbero configurarsi in un maltrattamento gratuito e incontrollato“.

 

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