GEAPRESS – Sono un pediatra ed un funzionario regionale ora in pensione i due professionisti fermati dalla Forestale nei piani di Petile (RC) agli inizi di maggio e trovati in possesso di un fucile calibro 20 con matricola abrasa (vedi articolo GeaPress). I due erano intenti nell’attività venatoria abusiva ai danni dei numerosi falchi pecchiaioli in migrazione.

Il Giudice ha ora rifiutato la richiesta di patteggiamento a 22 mesi di reclusione, optando per il rito ordinario. Pediatra e funzionario in pensione sono sottoposti attualmente all’obbligo della firma tre volte la settimana mentre per le armi regolarmente denunciate, ritrovate a casa al momento della perquisizione, era già stato disposto il sequestro amministrativo.

Nel maggio dell’anno scorso, proprio a Reggio Calabria ed in coincidenza con il passaggio dei Falchi Pecchiaioli, si ebbe il fermo di un soggetto con regolare porto d’armi uso caccia. L’arma utilizzata, pur essendo lo stesso proprietario di fucili regolarmente denunciati, risultava però con matricola abrasa. Il motivo è semplice. Nel caso di un controllo improvviso, l’arma viene abbandonata o occultata in un nascondiglio. Se ritrovata, la matricola abrasa impedirà di ricondurla al suo possessore.

Il tempestivo intervento del Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale, ha impedito che questo avvenisse. Proprio in alcune province calabresi è molto noto il fenomeno, in alcuni casi concluso tragicamente, del furto dell’arma a cacciatori in legittimo possesso. Evidentemente, in alcune circostanze, l’arma non fa poi molta strada, rimanendo pur sempre in ambito venatorio purtroppo dedito al bracconaggio.

Il NOA della Forestale, inoltre, ha portato a compimento in queste ore un altro importante servizio antibracconaggio. In una veranda di una casa di Reggio Calabria, veniva infatti osservato un individuo intento a badare a numerosi uccellini in gabbia. Si trattava di specie protette. Gli animali erano in buona parte in possesso di anellino di riconoscimento in realtà riconducibile ad un allevatore di canarini di Reggio Calabria. Rintracciato dalla Forestale, non ha saputo dare spiegazioni, negando ogni addebito, circa la presenza dei suoi anelli nella casa dell’uccellatore. Nella perquisizione domiciliare condotta proprio nella dimora di quest’ultimo, veniva inoltre trovato un Falco pecchiaiolo imbalsamato.

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