GEAPRESS – L’ultimo intervento in materia di caccia e bracconaggio dei Carabinieri del Comando Compagnia di Vittorio Veneto (TV) è di appena poche ore addietro. I militari del Nucleo Operativo della Compagnia comandata dal Capitano Giancarlo Carraro erano in servizio antidroga, quando hanno udito un forte inequivocabile colpo di fucile. T.E., di anni 68 se ne stava a sparare tortore nel giardino di casa. All’avvicinarsi dei Carabinieri veniva osservato raccogliere furtivamente da terra la povera tortorella, e rintanarsi poi in casa.

Nella casa dello sparacchiatore da giardino veniva rinvenuto, nel corso della perquisizione domiciliare, il fucile da caccia regolarmente denunciato, ed una pistola di fabbricazione artigianale (vedi foto) sprovvista di matricola (arma clandestina). Trovate, inoltre, 110 cartucce di vario calibro, 76 capsule di innesco, due barattoli con 200 grammi di polvere da sparo e, tanto per farla completa, 15 trappole da uccellatore. Una piccola Santa Barbara che ha contribuito non poco alla lunga sfilza di reati contestati dai Carabinieri: omessa denuncia di materiale esplodente, esplosioni pericolose, detenzione di arma clandestina e bracconaggio.

A proposito di quest’ultimo reato, sempre i Carabinieri di Vittorio Veneto, nel gennaio 2010, avevano portato a termine un altro intervento ai danni di un recidivo, che in compagnia di altra persona, trasportava nel pick up un cervo ucciso (vedi foto). Si scoprì che l’animale era nel fondovalle in cerca di cibo. Aveva per questo lasciato le montagne della Foresta del Cansiglio sommersa di neve. Abitudine, questa, ben conosciuta dai bracconieri che accolgono i cervi a fucilate una volta che gli animali cercano ristoro a quote più basse. L’intervento ebbe tanto eco da ricevere il ringraziamento della scrittrice Dacia Maraini.

Il 2009, dicono gli inquirenti, fu invece un anno abbastanza tranquillo. Questo, però, fu solo la conseguenza di un precedente intervento del gennaio 2008 condotto assieme al Corpo Forestale dello Stato. I Carabinieri della Compagnia diretta dal Capitano Carraro, aveva rinvenuto in più occasioni numerosi cervi orrendamente mutilati. Mancava la testa.
Mostro assassino? Devianze minorili preludi di ben più gravi reati?
Macché, speculazioni di trofei di caccia. L’indagine portò all’arresto di due persone ed al deferimento di altre all’Autorità Giudiziaria. La gang vendeva carne agli agriturismi ed impagliava animali appartenenti a specie protette (tra cui rapaci) e, soprattutto teste di cervo. Poi teschi, reti, palchi di corna anche di altri ungulati da esporre in orrida mostra soprattutto nei locali tipici. Poi trappole e gabbie da uccellatore, mannaie e altri attrezzi tra cui una vera e propria spada seghettata. Vere e proprie squadre di bracconieri, costituite da cinque persone con compiti ben precisi tra cui la vedetta da piazzare di fronte la caserma del Corpo Forestale. La collaborazione con i Carabinieri (non previsto nel controllo-vedetta) scombussolò i piani dei bracconieri che caddero uno dietro l’altro nella trappola tesa dalle Forze dell’Ordine. La sorpresa fu che si trattava di cacciatori riservisti, ovvero quelli che sparano nelle aziende venatorie con quote prenotate … evidentemente un po’ alla carlona. Dovevano sparare a cervi e cinghiali, ed invece uccidevano un po’ di tutto. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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