GEAPRESS – Non viene tralasciata alcuna ipotesi, in attesa del responso dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise G. Caporale. Rimane ancora il mistero sul lupo di circa 4 anni rinvenuto morto dal Corpo Forestale dello Stato. Di sicuro presenta un grosso foro nel torace, forse procurato da arma da fuoco. Non vi sono comunque tracce di foro di uscita. Non è esclusa neanche l’ipotesi di un avvelenamento, sebbene non siano stati trovati nei pressi altri animali morti. Nessun collegamento, invece, con il ritrovamento dei tre cinghiali, due piccoli ed un adulto, uccisi in Valle della Prata, nel Comune di Scanno (AQ). Sembrerebbe infatti appurata la morte a seguito di predazione di canidi, forse degli stessi lupi. Nel caso un fenomeno del tutto naturale e che dimostrerebbe, qualora ve ne fosse bisogno, il ruolo che il predatore occupa nel mantenimento dell’equilibrio naturale.

I due diversi ritrovamenti sono avvenuti in valli parallele ma decisamente distanziate. Entrambe si trovano comunque nella zona di protezione esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo, Molise e Lazio. Un fatto insolito, quello della morte del lupo. La Forestale, infatti, ha rinvenuto altre carcasse, comunque non più di recente, ma trattavasi di animali morti a causa di investimenti stradali. Se dovesse confermarsi l’atto di bracconaggio ai danni del lupo si tratterebbe di un nuovo e preoccupante episodio proprio perchè riguardante un’area comunque in continuità con il Parco Nazionale.

Ieri (vedi articolo GeaPress) sempre il Corpo Forestale dello Stato aveva dato notizia del ritrovamento, in provincia di Potenza, di una grossa gabbia elettrosaldata costruita per catturare i lupi. In questo caso, il responsabile è stato individuato. La fine dei lupi era prevista con una sorta di asta metallica acuminata.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).