GEAPRESS – Comune ed ASL di Ferrara, in questi giorni, sono stati sommersi da e-mails di protesta per il metodo crudele adottato per la cattura dei colombi cittadini: le gabbie autocatturanti.
“Le tre gabbie autocatturanti non sono abbandonate a se stesse e non c’è maltrattamento di animali”, dichiara  l’assessora ai Servizi alla Persona e Sanità del Comune di Ferrara, Chiara Sapigni, “l’unico caso che ha evidenziato criticità si è verificato nello scorso mese di aprile presso l’area privata del Consorzio Agrario Provinciale ed è stato tempestivamente segnalato alle competenti autorità proprio per il grave stato di abbandono di una delle gabbie posizionate, che ha portato alla morte di 4 piccioni. Da allora nessun altro episodio si è verificato”.
A noi sembra che proprio  l’uso delle gabbie configuri il maltrattamento di animali, soprattutto se, come ammettono la stessa assessora e le ASL , in quelle gabbie i piccioni ci sono morti. Di fame? Di sete? Sicuramente di abbandono!
La gestione delle gabbie è affidata alla ditta bolognese L’Aquila, che dovrebbe essere sostituita a breve. E’ auspicabile che il Comune non sprechi altre risorse per un metodo di cattura così violento, ma che cominci a pensare a forme di contenimento civili e rispettose per la vita di tutti i viventi.
La distribuzione del mangime anticoncezionale non è stata approvata dallo stesso Comune per i costi (!) e perchè potrebbe essere ingerito da altri volatili (!); sarebbe interessante conoscere il costo della convenzione con la ditta L’Aquila e la spesa  sostenuta per l’acquisto delle gabbie-trappola.

“Il problema come sempre deve essere demandato e risolto in massima parte dai veterinari dell’Asl che avevano già il compito di consultarsi con i colleghi delle altre città” – prosegue l’assessora –“Quindi dopo questa valanga e-mail li convocherò e sentirò come procedere”.

“Siamo sempre intervenuti per tutelare gli animali. Nessuna negligenza da parte nostra” il titolo del comunicato stampa della ASL di Ferrara.

“A fronte delle evidenze riscontrate, cioè della presenza di 4 animali morti in voliera, è stata coattivamente sospesa l’attività dell’Associazione, inoltrando comunicazione all’Autorità Giudiziaria, così come previsto dalla normativa vigente. Inoltre, i piccioni morti sono stati inviati al laboratorio dell’Istituto Zooprofilattico di Ferrara per le indagini necroscopiche, in grado di rilevare elementi che avvalorassero il sospetto di morte per disidratazione (dovuta alla mancanza d’acqua di abbeverata). Questo, si ribadisce, è l’unico caso di cui sia pervenuta notizia, in forma scritta o verbale, ed è stato trattato come maltrattamento degli animali (ai sensi dell’art. 544 ter codice penale)” proseguono i veterinari della ASL di Ferrara.

Nel comunicato stampa della ASL vengono, poi, elencati tutti i requisiti che debbono avere le gabbie-trappola e tutti i comportamenti da mettere in atto per essere approvati dal servizio veterinario pubblico.
Evidentemente se le gabbie sono state posizionate era tutto a norma! Le autorizzazioni, seppur provvisorie, c’erano.

“Una volta accertato il rispetto dei requisiti elencati sopra, l’Area Veterinaria dell’Azienda USL di Ferrara procede, secondo le funzioni istituzionali che le sono attribuite, alla sorveglianza della piena coerenza ed aderenza delle operazioni effettivamente svolte con quanto preventivamente approvato all’atto della valutazione dei progetti di cattura. Ciò attraverso sopralluoghi e verifiche, su segnalazione o d’iniziativa, ai siti di cattura gestiti dall’Associazione incaricata” recita ancora il comunicato Nei casi in cui, durante l’attività di controllo, veterinari o tecnici della prevenzione dell’Azienda USL riscontrassero irregolarità, si è sempre intervenuti con provvedimenti prescrittivi, ad effetto immediato, riguardanti il posizionamento delle voliere, la frequenza di controllo delle stesse, le modalità del trasporto degli animali”

A fronte di queste dichiarazioni, resta da chiedersi se sulle gabbie-trappola, autorizzate ed impiantate nel territorio comunale, siano stati fatti i dovuti controlli (i sopralluoghi e le verifiche) ai siti di cattura!
L’intolleranza per la Colomba della Pace (vedi articolo GeaPress ) è diventata una vera e propria guerra spesso fomentata proprio da chi ci amministra.
La tolleranza verso gli altri-concittadini va incentivata, questo è il compito dei nostri amministratori! (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).