cane trappola cinghiale
GEAPRESS – Un grosso cane per fortuna notato dai volontari dell’associazione Anima Randagia, molto attiva nel territorio di Catanzaro.

Un filo di acciaio spesso 4 millimetri lo aveva cinto nell’addome e premeva pericolosamente. Secondo il volontari il nodo scorsoio stava iniziando a ferire il povero animale.

Sul luogo, oltre ai volontari, sono intervneuti gli operatori del canile di san Florio che hanno provveduto a spezzare il cavo di metallo e liberare il cane.

Metodi di caccia illegali, sottolineano i volontari, che rischiano oltretutto di uccidere diversi animali, sia selvatici che d’affezione. Quando vengono presi per l’addome, gli animali muoiono in genere per rottura del diaframma. Tentando di scappare dalla dolorosa morsa e presi dalla paura, non fanno altro che peggiorare la situazione. Quando il cappio stringe sulle zampe, arrivano ad amputari gli arti che, a volte, si ritrovano miseramente attaccati alla trappola. Un altro punto delicato, oltre all’addome ed agli arti, è il collo. In quel caso la morte sopraggiunge per soffocamento.
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