GEAPRESS – Probabilmente li avevano catturati in zona ed alla vista della Volante della Polizia, sono velocemente fuggiti. Hanno così abbandonato il risultato del “furto al patrimonio indisponibile dello Stato”, ovvero piccoli uccelli canori protetti dalle legge e catturati nelle campagne a sud del quartiere di Librino. Poche centinaia di metri dall’aeroporto di Fontanarossa. Campi aperti, vasche per l’irrigazione, siepi ed arbusti. L’ideale per i cardellini che ogni anno, a milioni, vengono catturati in molte regioni d’Italia. Il reato di uccellagione è blandamente punito, come tutti i reati venatori. Solo questo spiega il proliferare di un fenomeno che, quasi all’ordine del giorno, comporta un intervento delle Forze dell’Ordine.

Intanto, a Catania, la Polizia ha provveduto al recupero di due borsoni abbandonati ai margini di via La Rena. Contenevano quattro gabbie per uccelli di piccole dimensioni, attrezzi vari per la cattura, tra cui una rete lunga ben 15 metri, e cinque cardellini salvatici. Gli esperti del Fondo Siciliano per la Natura, dopo aver provveduto alla identificazione degli animali, consigliavano l’immediata liberazione.

Sopratutto nella Sicilia orientale, sono noti i traffici che i bracconieri locali intrattengono sia con altre regioni italiane che con l’isola di Malta. Spesso in combutta con bracconieri calabresi, gli uccellini vengono caricati in camion e nascosti dietro carichi di frutta o verdura. Se la destinazione è Malta, si raggiungo porti minori per l’imbarco in pescherecci di copertura. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).