trappola
GEAPRESS – Posizionata da ignoti ai margini del frutteto di un agricoltore il quale, quando si è reso conto di quanto in suo involontario “possesso”, ha pensato bene di disattivare il marchingegno e chiamare il Corpo Forestale dello Stato.

Una trappola a doppia entrata, lunga ben 90 centimetri ed a pianta quadrata. Ogni lato, infatti, misurava 45 centimetri.

Un doppio sistema a scatto che di fatto avrebbe assicurato al primo malcapitato animale, di fungere da esca per il secondo. Una trappola in serie, verrebbe da dire, caratterizzata da due opposte aperture, pronte a chiudersi, allo scatto, grazie alla presenza di un moschettone. Il primo animale trappolato, avrebbe potenziato con la sua stessa presenza, la funzionalità della seconda trappola.

Il sistema escogitato per il suo funzionamento era ingegnoso – ha dichiarato il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Ancona – perché consentiva al bracconiere di utilizzare automaticamente la prima preda catturata, probabilmente un fagiano o una quaglia, come richiamo. Fortunatamente – ha aggiunto il Comandante della Forestale – la trappola non ha funzionato, grazie anche alla solerzia del coltivatore che ne ha denunciato la presenza sul suo campo“.

Il proprietario, quando si è accorto della presenza della trappola nel suo terreno, oltre a disattivarla l’ha subito rimossa dal margine del frutteto, sito nel Comune di Castelfidardo (AN).

La gabbia, costituente corpo di reato per violazione della legge per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio del 1992, è stata sequestrata dai Forestali intervenuti, che stanno ancora cercando il responsabile del suo uso illegale, ed è stata posta a disposizione della magistratura inquirente.

Durante l’operazione sono stati effettuati anche rilievi fotografici, trasmessi anch’essi alla Procura della Repubblica di Ancona.

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