GEAPRESS – Se ne andavano in giro con abbigliamento tipico della caccia in zona umida. Poi i cani all’interno dell’automezzo 4×4. Il tutto nella cosiddetta località dei Mazzoni, al confine tra la provincia di Napoli e quella di Caserta. Area di inestimabile valore naturalistico purtroppo avvilita dai rifiuti tossici ivi trasportati da tutta Italia e dai laghetti deturpati dalle postazioni di caccia. La zona protetta è quella di “Soglitelle” dove, teoricamente, dovrebbe essere interdetta l’attività venatoria.

Attività prodromica o preliminare, così come da definizione della stessa Corte di Cassazione, che si deve prefigurare come attività venatoria vera e propria. Solo che i tre presunti cacciatori, di qualificarsi una volta fermati dalle Guardie volontarie, non ne hanno proprio voluto sapere.

Per le Guardie dell’Associazione Tutela Animali Ambiente Campania, comandate da Saverio Mazzarella, pure insulti e atteggiamenti minacciosi tanto da doversi richiedere l’intervento dell’Arma dei Carabinieri. La presenza dei militari del Comando Stazione di Villa Literno (CE) ha cosi consentito l’identificazione dei tre, risultati residenti in provincia di Caserta, e la loro denuncia per rifiuto di esibizione di proprie generalità a Pubblico Ufficiale (art. 651 c.p.) ed oltraggio (art. 341-bis c.p.), oltre ai reati connessi all’attività venatoria al vaglio degli inquirenti.

Tra le attrezzature consone all’attività venatoria pure un faro posizionato sull’autovettura.

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