GEAPRESS – Caserta e il comprensorio di Castel Volturno. In Terra dei Mazzoni può avvenire di tutto. Secondo Saverio Mazzarella, dirigente delle Guardie Zoofile Venatorie dell’A.T.A.A., le istituzioni starebbero a guardare. Bracconieri e non sempre senza porto d’armi uso caccia (vedi articolo GeaPress) che si rendono responsabili, di giorno come di notte, di vere e proprie mattanze di uccelli acquatici.

Laghetti, spesso artificiali, dove si sospetta che la camorra abbia seppellito rifiuti altamente inquinanti. Poi sommersi di acqua che, in quelle zone vicino alla costa, costituisce un’attrattiva irresistibile per decine di migliaia di anatre, aironi ed altri uccelli acquatici. In migrazione, come in questo periodo, ma anche svernanti. Animali, in quest’ultimo caso, che dal nord Europa si spostano a latitudini più meridionali dove l’inverno è mite.

Non lo è, però, per il piombo dei bracconieri i quali, forti di una difficile gestione del territorio, sembrano agire in maniera indisturbata. Anzi, secondo una denuncia già diffusa agli organi di informazione sul finire dello scorso anno dallo stesso Mazzarella, i bracconieri potrebbero godere di compiacenze di chi preposto alla loro vigilanza se non addirittura di personale in divisa. Persone, sostiene ancora Mazzarella, già fermate nei servizi di controllo predisposti e i cui nominativi sarebbero stati già comunicati all’allora Ministro di Giustizia Alfano e dell’Interno Maroni.

Chi oggi starebbe però pagando per quelle denunce, potrebbero però essere le stesse Guardie intervenute proprio ai Mazzoni. Non potrebbero più operare, almeno in quella provincia, avendo i Decreti bloccati. Una situazione spinosa, insomma, e che, secondo Mazzarella, verrebbe messa in atto senza ufficiali spiegazioni.

Di certo in un clima di diffusa e storica illegalità a compiacersi di questa situazione non possono che essere gli stessi bracconieri. La Terra dei Mazzoni, non è un posto qualunque. Il dedalo di sentieri e stradine di accesso, consente un perfetto controllo del territorio e, di conseguenza, una facile segnalazione di un intervento di polizia. L’avifauna è peraltro attirata con mezzi di caccia vietati, sistemati nei pressi di capanni abusivi che, in alcuni casi, sono veri e propri fortini dal valore di diverse decine di migliaia di euro. Tali appostamenti vengono poi affittati ed è chiaro che il tutto deve avvenire in un posto più tranquillo possibile. In definitiva, quello che occorre per quei luoghi è una vigilanza costante, oltre che un intervento delle autorità di governo che senza tentennamenti sappia imporre la legalità nella Terra dei Mazzoni.

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