cinghiale
GEAPRESS – Un cinghiale, rimasto bloccato per l’addome da una micidiale trappola piazzata dai bracconieri. E’ successo nella giornata di ieri nei boschi di Roccaromana, in provincia di Caserta. Il laccio cappio lo avrebbe lentamente ucciso senza il provvidenziale intervento delle Guardie Enpa di Caserta che hanno utilizzato un narcotico per calmare il povero animale e provvedere, poi, alla sua liberazione.

Un intervento operato con le opportune precauzioni al fine di garantire sia la salute dell’animale che la sicurezza degli operati. Un cinghiale di circa 60 chilogrammi, come era quello rimasto trappollato a Roccaromana, stressato e spaventato poteva, infatti, costituire un serio pericolo.  L’area interessata era già conosciuta per il bracconaggio agli ungulati. Appena è arrivata la segnalazione sulla presenza del cinghiale trappolato, le Guardie si sono  prodigate per la sua liberazione. Per questo è stato contattato il dott. Ferrara, medico veterinario e guardia zoofilia Enpa.

Narcotizzato l’animale si è così provveduto a tagliare del cavo di acciaio. Solo dopo aver assistito al recupero totale, si è permessa la fuga del grosso cinghialee verso la montagna. Il lavoro delle Guardie non era però finito. Il successivo passo è stato quello di bonificare la zona ove venivano rinvenuti altri lacci cappio, anch’essi posti sotto sequestro.

Sul posto sopraggiungeva il Comandate della locale Stazione dei Carabinieri,  M.C. Pasqualino Mariano e il M.O. Roberto Tagliaferri,  che partecipavano attivamente alla liberazione.

I controlli delle Guardie sono comunque continuati anche nella giornata di oggi. La Protezione Animali ha infatti provveduto a verificare la corretta detenzione degli animali da parte di un circo attendato in provincia. La documentazione risultava regolare e così  anche le condizioni della struttura ospitante. Il controllo si è  esteso dalle specie domestiche alle specie incluse nella normativa Cites e nonostante non sia piacevole vedere animali in gabbia, non si sono riscontrati casi di illecito.

L’Enpa di Caserta, a seguito della recente pubblicazione sugli organi di stampa, coglie l’occasione per congratularsi con il Corpo Forestale dello Stato di Caserta per il suo operato in materia di antibracconaggio ed in particolar modo al contrasto del fenomeno della caccia illegale delle cosiddette “Vasche”. Lotta che le Guardie dell’Enpa conducono  da almeno un quarto di secolo.

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