GEAPRESS – Un bracconaggio blindato e sempre più aggressivo. Per asportare il grosso chiamaquaglie, strumento di caccia illegale che serve ad attirare a tiro di fucile i poveri volatili, si è dovuti ricorrere ad una potente mototroncatrice in dotazione ai Vigili del Fuoco. Infine, il blocco blindato si è aperto. Un potente gruppo di batterie utile a servire lungamente il registratore riproducente il verso della quaglia. Vengono così attirate a tiro di fucile.

I cosiddetti chiamaquaglie rappresentano veri e propri strumenti di caccia illegale. Vietato utilizzarli nell’attività venatoria, sebbene la detenzione ed anche al vendita non è vietata. Uno strumento, specie quello sequestrato ora, di discreto valore. Fatto questo che premia ancor di più l’operazione di sequestro.

A scoprire il blindato ammazza uccelli in località San Leucio di Caserta, sono stati i componenti del nascente nucleo di vigilanza WWF e i volontari del gruppo “siAMO Animali” . Avvisato il Corpo Forestale dello Stato, si è dovuto prendere atto della difficoltà per disattivare e soprattutto trasferire il grosso strumento posto sotto sequestro. Gli Agenti del Comando Stazione Forestale di Pietramelara hanno così dovuto richiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco.

Il registratore blindato, era altresì bloccato da una grossa catena metallica pesante diversi chilogrammi. Serviva a legare la cassetta antiscasso ad un albero. Poi almeno un centinaio di metri di cavo elettrico che serviva a raggiungere gli altoparlanti. Già nello scorso mese di settembre gli stessi volontari avevano denunciato la presenza di altri analoghi mezzi di caccia illegale, nei pressi dell’Oasi WWF Bosco San Silvestro. 

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