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GEAPRESS – Dopo i colpi inferti ai “vascaioli” dal NOA (vedi articolo GeaPress  ) e i continui blitz operati dalle guardie ENPA di Caserta, le vasche sembrano essere divenute dei paradisi per anatidi.

A comunicarlo è proprio l’ENPA di Caserta che fa presente come le uscite di vigilanza notturne sono diventate quasi delle serate tra amici. Anzi, le ultime volte, vi è stato spazio anche per una  sosta  caffè.

Un problema annoso quello dei cosiddetti “vasconi”, luoghi abituali di bracconaggio  nelle terra dei fuochi. Il sospetto, così come riferito anche nelle dichiarazioni dei pentiti, è che sotto alcune di queste “vasche” sono stati seppelliti rifiuti tossici. I fossati, poi, coperti d’acqua, sono stati adibiti come luogo di caccia illecita. Veri e propri “fortini”, ovvero postazioni in molti casi in cemento armato ed arredati con tutti i confort. Le martellanti denunce dell’ENPA ed il recente intervento del Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato, hanno però riportato (almeno per ora) la tranquillità nei luoghi.

I controlli delle Guardie volontarie dell’ENPA continuano, e proprio domenica, durante un uscita alle pendici del Matese, numerosi cacciatori sono stati controllati. Poche le irregolarità amministrative quali mancata annotazione della giornata.

In tarda mattinata i controlli si sono spostati nell’area comunale di Sant’Angelo di Alife dove il personale ENPA ha udito diversi spari in veloce sequenza. Dopo un non breve percorso, sono stati intercettati i cacciatori e uno di loro risultava avere abbattuto un tordo bottaccio, il cui periodo cacciabile termina il 20 gennaio.

Per il cacciatore è scattata la denuncia per attività venatoria in periodo di divieto generale. Di fatto, anche se la stagione venatoria è ancora in corso, abbattere un esemplare nei cui confronti la caccia è chiusa equivale a “periodo di divieto generale”.

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