richiami acustici
GEAPRESS – Quello che è accaduto nelle prime ore di venerdì, conferma che i bracconieri che prediligono le “vasche” casertane, non rispettano nemmeno le giornate di silenzio venatorio stabilite dalla Legge 157/92. Questo quanto desume l’ENPA di Caserta a seguito del giro di controllo portato a termine dalle proprie Guardie nei comuni caratterizzati dalla presenza di invasi artificiali usati per la caccia agli anatidi.

Una perlustrazione che sembrava essersi conclusa positivamente: nessun richiamo attivo se non i soliti “chiama quaglie”. Per questi ultimi nella maggior parte dei casi si procede con un sequestro a ignoti.

Intorno alle 02:00 di venerdì mattina, durante un ascolto nel comune di Cancello, nonostante il vento, le Guardie hanno sentito in lontananza un richiamo ad anatidi. L’avvicinamento agli appostamenti prevede in questi casi lunghe “passeggiate” tra terreni incolti, coltivazioni e canali d’acqua per l’irrigazione. L’esperienza degli agenti dell’Enpa permette di giungere a pochi metri dai bracconieri.

In tal maniera sono stati sorpresi due soggetti posizionati dietro un appostamento temporaneo composto da lamiere ed arbusti. All’atto del controllo il fucile è risulta carico e con all’interno 8 cartucce. La legge ne consentirebbe solo tre ma evidentemente non erano ritenute sufficienti per poter abbattere i numerosi gruppi di anatidi che sostano sulle vasche. Per completare, un faro montato sotto la canna e un paio di richiami acustici proibiti. Ai soliti reati contestati, questa volta va aggiunto l’esercizio venatorio in giornata di silenzio.

Ennesima pena poco severa, per nulla efficace come deterrente – commentano le guardie Enpa del nucleo di Caserta che dedicano intere nottate alla repressione di questo fenomeno – lo conferma la presenza di questi soggetti che, a rischio di essere perseguiti penalmente, praticano quest’attività nonostante il passo di anatidi sia ancora minimo“.

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