stampi caccia
GEAPRESS – Grossa operazione antibracconaggio nel cuore di uno dei punti più caldi della caccia illegale italiana. Il Corpo Forestale dello Stato con il supporto logistico  del Comando Militare Esercito Campania della Caserma “Calò” ed alla collaborazione delle associazioni ambientaliste EMPA e WWF Italia è intervenuto nei cosiddetti luoghi delle “vasche” dal casertano. Tanti piccoli e medi specchi d’acqua notoriamente afflitti dal problema del bracconaggio in una delle zone tra le più alte densità criminali del nostro paese.

Il personale del Corpo forestale dello Stato  del Comando Regionale diretto dal dott. Vincenzo Stabile, unitamente al personale del Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA) di Roma e del Comando Provinciale di Caserta, è entrato in azione  alle prime luce dell’alba  del 2 gennaio scorso fino al giorno dell’ epifania compreso. Numerosi sono stati gli ambiti comunali interessati.   In particolare il comunicato del Corpo forestale riporta di Comuni di Grazzanise, Castelvolturno, Villaliterno e  Mondragone nei quali maggiormente si è fatta sentire l’attività di caccia alla fauna migratoria ed in particolare di uccelli acquatici. Trampolieri ed anatre uccisi  attraverso postazioni fisse poste al margine di terreni appositamente allagati. Sono proprio questa le “vasche”. Il tutto con l’ausilio di richiami acustici.

L’avifauna acquatica  migratoria che percorre la direttrice migratoria tirrenica per fare ritorno nei luoghi di riproduzione, viene così attratta nelle vasche attraverso l’utilizzo dei richiami vietati che riproducono i versi di corteggiamento dei propri simili. Anche per la presenza dei suddetti richiami è stato possibile individuare i bracconieri. Grazie alla professionalità ed esperienza del personale del Corpo forestale dello Stato coordinati nelle operazioni dal Commissario  Capo Giovanni Cenere,  sono stati  scovati  e sanzionati.

Diverse sono state le condotte illecite riscontrate  dalla Polizia Giudiziaria operante: illecita attività venatoria con uso di strumenti vietati, quali appunto richiami acustici elettromagnetici, all’ utilizzo di fucili con alternazioni tecniche tali da determinare  una maggiore potenza di fuoco, ipotesi quest’ultima sanzionata penalmente  anche dalla normativa in materia di armi.

Il controllo ha riguardato circa 50 vasche e l’attività ha condotto complessivamente  al deferimento al’Autorità Giudiziaria di 21 persone  ed al sequestro dei fucili da caccia e diverse centinaia di cartucce. Sequestrati anche  uccelli imbalsamati utilizzati come richiami senza l’osservanza delle norme che regolano la tassidermia. Eragate in ultimo sanzioni amministrative per oltre 20.000 euro.

Tale operazione testimonia come il Corpo Forestale continui a svolgere  una attività di tutela ambientale di ampio raggio soprattutto nel territorio ricadente nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”,  non  solo   per fronteggiare il fenomeno dei roghi e dell’illegale smaltimento dei rifiuti, ma per assicurare un controllo che va dal  settore agroalimentare alla protezione dell’avifauna, concependo in tal senso il valore ambientale nella sua integralità.

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