gabbia trappola
GEAPRESS – Intervento, la scorsa settimana, dei Comandi Stazione Forestale di Genga, Arcevia e Sassoferrato (AN), coadiuvato da un Agente del servizio di vigilanza del Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di Frasassi di Fabriano (AN).

Ad essere sequestrate alcune armi, trappole metalliche e “lacci” in località Case Grotte di Genga (AN). A finire denunciato un imprenditore agricolo della provincia di Pesaro Urbino il quale dovrà ora difendersi dall’accusa di uccisione di animali ed introduzione nel Parco di armi e mezzi di cattura non autorizzati, caccia con mezzi vietati e in periodo di divieto generale, omessa custodia di armi e munizioni, omessa comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza di spostamento delle armi.

Dopo mesi di appostamenti della Forestale presso la proprietà dell’uomo, sarebbe stata rinvenuta, proprio  all’interno di un orto recintato e di recentissima lavorazione e semina, una trappola a gabbia con uno sportello a caduta, già armata e munita di dispositivo di chiusura a scatto azionato dalla preda. L’esca era costituita dal mais mentre la trappola  era mimetizzata da arbusti recisi di recente. Le foglie, infatti, erano ancora verdi.

Nei pressi dello stesso orto è stato poi rinvenuto un varco artificiale alla recinzione. Un varco che sarebbe stato eseguito ad arte a pochi metri dalla trappola. Il tutto, riferisce la Forestale, per consentire l’accesso della fauna nel campo coltivato e favorirne quindi la cattura. Nei luoghi è stato posto sotto sequestro anche  un laccio cappio in cavo metallico, armato e teso nel passaggio obbligato.  Secondo le risultanze investigative l’uomo sembrava sfruttare “l’attrazione” che il suo orto esercitava sugli animali. Probabilmente caprioli, cinghiali ed istrici, possibili  vittime delle trappole dotate di sistema di chiusura a scatto ed “innescate” con il mais. Poi i cappi a scorsoio realizzati artigianalmente con cavi di acciaio e passanti metallici.

Eseguite le opportune ricerche, nelle pertinenze della vicina abitazione, è stata poi ritrovata un’altra trappola di medesima fattura ma di dimensioni maggiori, funzionante con identico sistema di chiusura a scatto, perfettamente funzionante, ancorché al momento non armata.

Dal controllo sulle armi e sulle munizioni detenute in casa e denunciate, sarebbe inoltre stata rinvenuta  semplicemente appoggiata contro un muro del soggiorno, al lato di un mobile,  una carabina, marca Mauser, calibro 270 Winchester, munita di ottica di puntamento con reticolo illuminabile, adatto alla caccia notturna. L’arma, che era caricata con quattro munizioni, era sistemata fuori dal fodero e pronta, presumibilmente, per essere utilizzata per la “caccia grossa” agli ungulati di maggiori dimensioni che frequentano l’area.

Rilevato che l’arma era detenuta in luogo diverso da quello denunciato all’autorità di pubblica sicurezza, tra l’altro all’interno del territorio del Parco Regionale Naturale Gola della Rossa e di Frasassi senza avere alcuna autorizzazione, in un’abitazione rurale isolata, non abitata abitualmente e già oggetto di furti in passato, i Forestali hanno proceduto al sequestro della carabina, delle munizioni di cui era corredata, delle due trappole a scatto e del laccio. Questo, riferisce sempre la Forestale, anche al fine di evitare che le trappole e le armi venissero ancora utilizzate e detenute in maniera illecita e per garantire l’assicurazione delle fonti di prova.

Pesanti i capi d’imputazione – ha dichiarato il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Ancona – Vanno dalla caccia con mezzi ed in territori vietati, alla caccia in periodi di divieto, dall’omessa custodia delle armi, detenute in luogo diverso da quello denunciato, all’introduzione delle stesse nel Parco senza autorizzazione. Infine, l’uomo è stato immediatamente segnalato alla Prefettura ed alla Questura per la revoca del porto d’armi”.

L’arma e le munizioni sequestrate sono custodite nell’armeria del Corpo Forestale dello Stato di Ancona mentre le gabbie, non trasportabili per le grandi dimensioni, sono state appositamente sigillate ed affidate in custodia all’indagato.

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