GEAPRESS – Ne avevamo parlato pochi giorni addietro (vedi articolo GeaPress). Le catture dei cardellini da parte delle migliaia di uccellatori italiani proseguono senza tregua. Questa volta è accaduto a Bellaria (RN). Alla Polizia Provinciale erano giunte numerose segnalazioni circa la presenza di uccellatori nei pressi della cittadina. Effettuati i primi sopralluoghi, gli Agenti hanno individuato il posto ed iniziato gli appostamenti. Stamani l’intervento. L’uccellatore, sorpreso in flagranza di reato, catturava illegalmente piccolo uccelli canori all’interno di un campo recintato. La perquisizione domiciliare che ne è conseguita ha portato al sequestro di gabbie trappola, oltre che ad armi e munizioni detenute in luogo diverso da quello dichiarato. Rinvenuti anche un registratore acustico, utile alla riproduzione del canto degli uccelli al fine della cattura, oltre a cardellini da richiamo.

In questo periodo, gli uccellatori si dedicano anche alla cattura dei nidiacei, forma di caccia vietata dalla legge. La cattura, in funzione delle latitudini del nostro paese, può iniziare già a fine maggio. Gli uccellatori, guardando uno ad uno soprattutto i piccoli alberi da giardino, individuano i nidi di cardellino e provvedono al prelievo dei piccoli che ancora non hanno abbandonato il nido. I piccoli cardellini vengono così sottoposti alle cure di una balia, spesso una femmina di canarino. L’uccellatore provvede alla somministrazione di un pastone liquido, utilizzando una siringa privata, ovviamente, dell’ago.

L’uccellino, senza libertà, cresce così a contatto con l’uomo e teoricamente, falsificando la documentazione, è possibile inserire un piccolo anello tramite il quale la legge italiana riconosce la possibilità dell’allevamento in cattività di animali appartenenti alla fauna selvatica del nostro paese.

Quello degli anelli è uno escamotage utilizzato anche in falconeria, come parrebbe essere stato scoperto nella recente operazione di sequestro condotta dal Corpo Forestale dello Stato (vedi articolo GeaPress). Vi sarebbero stati, ad esempio, allevatori di rari falchi che denunciavano, per ogni covata, la nascita di quattro pulcini. Fatto inedito per la storia naturale. I falchi erano poi tutti provvisti di “regolari” anelli.

Ritornando ai più piccoli cardellini, se allevati in cattività fin dal prelievo nel nido, crescono più abituati alla gabbia e meglio si adatteranno alle esigenze degli uccellatori.

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