GEAPRESS – Vi erano pure Tortore con le ali sanguinati tra gli animali sequestrati due giorni addietro dall’Arma dei Carabinieri a Capri (NA). I due animali erano detenuti all’interno di una piccola e bassa gabbia ricavata nell’incavo di un muro. La grata metallica, infatti, era solo nel lato esterno delle nicchia.

Ad intervenire i Carabinieri della Stazione di Capri (NA), comandati dal Luogotenente Michele Sansonne. I militari intervenuti assieme ad una Guardia volontaria della LIPU e coordinati dal Maresciallo Leo Bufo, si sono così ritrovati innanzi le due Tortore dal collare orientale che, secondo il referto veterinario presentavano “lesioni sanguinanti alla base delle penne remiganti primarie“.

Nei pressi dell’abitazione di T.M., di anni 70, da pochissimo tempo non più cacciatore, molti degli animali erano detenuti in coppia. Tutte specie protette, cardellini, lucherini, verzellini e fringuelli. In totale 15 animali per i quali il sospetto è che potessero servire per la riproduzione finalizzata alla vendita a domicilio. In provincia di Napoli, come nella stessa città, infatti, a seguito delle numerose operazioni repressive condotte nei mercati di fauna selvatica, i bracconieri si sono specializzati. Una rubrica fitta di nomi e ordinativi. La “merce” rubata alla natura, viene poi consegnata direttamente a casa.

All’allevatore di Capri, proprio a causa delle Tortore sanguinanti, è stato contestato, oltre che la detenzione illegale, anche il reato di maltrattamento di animali. Nella casa, sono state altresì rinvenute trappole a scatto, ed un fucile da caccia non denunciato.

L’operazione dei Carabinieri, si inquadra nell’ambito di un più ampio controllo messo in atto in occasione dell’apertura della stagione venatoria. In Campania doveva avvenire agli inizi di settembre, ma grazie ad un ricorso del WWF, è stata posticipata (vedi articolo GeaPress). 

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati