ghiandaie morte
GEAPRESS – Un sentiero di ghiandaie morte. E’ quello scopreto dai volontari del CABS a poche centinaia di metri dalle abitazioni di Capoterra, in provincia di Cagliari.

I volontari antibracconaggio lo hanno trovato con relativa facilità nel corso della campagna annuale per il contrasto dell’uccellagione. Assieme agli attivisti del CABS anche volontari della LAV di Cagliari. Il sentiero era in corso di ampliamento da parte degli uccellatori; ogni giorno venivano aggiunte nuove micidiali trappole che si sommavano così alle circa 600 che sono state rimosse dai volontari insieme ad un laccio attivo per catturare cinghiali.

Nei lacci-cappio vi erano diversi uccelli già morti, tra cui una capinera ed un pettirosso. Ma la particolarità, riporta sempre il CABS, è che a restare intrappolate c’erano ben tre ghiandaie, splendidi corvidi che frequentatori dei boschi. Si tratta di un animale particolarmente adattabile ed intelligente che riesce ad imitare alla perfezione i versi di altri uccelli, soprattutto rapaci. Usa strategia messa in atto per difendere il cibo, allontanando i consimili. Un altro motivo è quello difensivo, quando si sente minacciata.

Purtroppo contro gli squallidi predatori umani questi uccelli non potevano opporre alcuna difesa ed hanno fatto una fine terribile, morte impiccate tra atroci sofferenze. Tutte tranne una, che i volontari hanno fatto in tempo a liberare.

Dopo i terribili colpi che abbiamo inferto ai bracconieri a partire dal 2010, grazie ad un mix vincente di telecamere nascoste, fermi di uccellatori nei boschi, posti di blocco stradali e perquisizioni domiciliari, condotte insieme all’Arma dei Carabinieri ed accompagnate da numerosi “fogli di via obbligatori” comminati dalla Questura di Cagliari, la situazione è molto migliorata” sostiene Giovanni Malara, responsabile del CABS.

Sono state soprattutto colpite e smantellate le bande organizzate, quelle che catturavano a scopo professionale e quindi manifestavano le reazioni più violente nei confronti dei volontari. Ma il mercato delle “grive” di Cagliari non è certo finito. Continua indisturbato a rifornire i centri di vendita con centinaia di migliaia di uccelli catturati con mezzi illegali, soprattutto reti, piazzate in territori diversi.

Per questo motivo, solo in seguito alle vibrate denunce che il CABS ha presentato in sede europea, il Governo Italiano è stato costretto ad inserire la Sardegna meridionale tra i 7 Black Spot italiani del bracconaggio, nell’apposito Piano d’Azione Nazionale in corso di approvazione proprio in questi giorni. “Per questo in questi giorni ci saremmo aspettati una situazione meno drammatica nei boschi sardi, affidati al controllo del Corpo Forestale che ha l’organico di gran lunga più numeroso d’Italia. Ed invece troviamo la solita sconcertate situazione di sempre, con i bracconieri che possono impunemente costruire i loro sentieri fissi, composti da molte centinaia di lacci, sotto gli occhi di tutti, persino a ridosso delle case!”
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