GEAPRESS – Tanto per cambiare era un uccellatore di origine campana. Bloccato con rete per la cattura e gabbia per contenere il bottino alato. Ad intervenire in località Ramitelli, nel Comune di Campomarino (CB), gli uomini del Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, in servizio presso il Comando Stazione di Petacciato Scalo.

Secondo il Corpo Forestale, l’attività illecita di uccellagione è prevalentemente indirizzata al mercato nero della ristorazione ed a quello del commercio dei piccoli uccelli canori. In particolare, quello che sorprende, è la presenza di uccellatori campani e napoletani in particolare. Il fiorente mercato nero degli uccelli canori, viene da essi praticato anche in altre regioni, tra cui, oltre al Molise, anche la Calabria, il Lazio e la stessa Toscana. In quest’ultima regione, un’operazione del Corpo Forestale di Livorno, avvenuta circa un anno fa (vedi articolo GeaPress), svelò la presenza di una vera e propria colonia di uccellatori napoletani, giunti sul litorale toscano come operai del settore edile ed integranti i loro introiti proprio con l’uccellagione.

A Napoli, ma anche in altre provincie, il fringillide più richiesto è senz’altro il cardellino ma non mancano le esportazioni, come quelle di tordi verso il nord Italia e l’importazione dei fanelli, altro fringillide protetto, che arriva prevalentemente dalla Sicilia. Un fenomeno in continuo sviluppo, agevolato dall’esiguità della pena, contraddistinta da un leggero reato di natura contravvenzionale (come tutti i reati venatori).

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