GEAPRESS – Una storia che sembrava non dovere mai finire e che non è detto possa riservare ulteriori sviluppi. Il tutto è iniziato ieri sera quando una pattuglia del Corpo Forestale dello Stato udiva alcuni colpi di fucile da caccia nei pressi di località Rio, tra i Comuni di Provvidenti e Morrone del Sannio, in provincia di Campobasso. Il primo segnale della presenza dei bracconieri era una vettura lasciata incustodita con tre cani da caccia al suo interno. Gli Agenti risalivano così al proprietario del mezzo, un cacciatore del luogo con regolare licenza.

Considerati i nulli risultati ottenuti nel richiamare il soggetto, di certo in quel momento alla macchia, la Forestale procedeva alla perquisizione domiciliare. Già dalla prima casa visitata, si rilevava un collegamento ad un successivo cacciatore. Solo che lui non c’era. Idem per il suo fucile. Tutte le armi erano regolarmente denunciate ed i bracconieri erano cacciatori con regolare permesso. L’unica irregolarità era relativa alla omessa custodia di un’arma, di fatto in possesso di altro individuo, e la detenzione non autorizzata di munizioni.

Alla fine, come responsabili dell’atto di bracconaggio notturno ed in periodo di caccia chiusa, venivano individuati quattro cacciatori. Tutti del luogo e molto noti. Nel caso di un cacciatore vi era pure un precedente specifico. Purtroppo la legge sulla caccia non preclude la possibilità di potere continuare a svolgere l’attività venatoria anche quando si è colti in atto di bracconaggio. Occorre nei casi più gravi, una prima condanna divenuta definitiva o un Decreto penale di condanna esecutivo.

Le operazioni di perquisizione si sono protratte tutte la notte fino all’alba. Ad intervenire i Comandi Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Campobasso, Casacalenda, Sant’Elisa a Pianisi e Sepino.

Le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore dott. Venturi, della Procura della Repubblica di Larino, potrebbero portare ad ulteriori risvolti. Gli inquirenti, infatti, non escludono che ieri notte i cacciatori potessero essere di più dei quattro individuati. Infatti, per la tipologia delle armi e delle munizioni usate, nonché per la presenza dei cani, i Forestali ritengono potesse trattarsi di una battuta di caccia al cinghiale. Il Magistrato ha disposto il sequestro di tre armi e delle munizioni.

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