GEAPRESS – Erano tutti e cinque cacciatori, d’età compresa fra i 53 e i 18 anni, ma cacciavano tutti in area protetta in località Verzaro, nel Comune di Trivento (CB). La giornata era andata bene, ma non certo per il cinghiale. Ucciso nonostante si trovasse in piena oasi di protezione e di ripopolamento e cattura. Tutti armati, i cinque cacciatori, con regolare tesserino venatorio e licenza di porto di fucile uso caccia. Due di Trivento e tre di Salcito (CB), trovati in possesso, oltre che del cinghiale abbattuto, di 91 munizioni a palla, e otto fucili.

I fatti sono occorsi sabato scorso. Ad accorgersi della presenza dei cinque in area protetta, alcuni cittadini del luogo che hanno avvisato i Carabinieri di Trivento, dipendenti dalla Compagnia di Bojano (CB) intervenuti congiuntamente al Corpo Forestale dello Stato.

Come atto dovuto i Carabinieri hanno chiesto il ritiro del porto d’armi. Spetterà ora la Questore la scelta, ma bisogna precisare come, purtroppo,per tutti i reati venatori la legge sulla caccia consente il mantenimento del porto d’armi fino a condanna definitiva o decreto penale di condanna divenuto esecutivo. Salvo, poi, se il reato non è oblazionabile. In questo caso nulla è possibile, secondo quanto disposto dalla legge sulla caccia in merito a ritiro o sospensione di porto d’armi.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati