GEAPRESS – I cacciatori della Campania, oltre a non poter cacciare nei 160 siti Natura 2000, di fatto, non potranno spostarsi liberamente in tutto il territorio regionale per cacciare la fauna migratoria. Non potranno altresì cacciare la fauna migratoria negli Ambiti Territoriali di Caccia diversi da quelli di residenza.

Questo perché, spiega il WWF, la prima Sezione del TAR Campania ha chiarito che l’art. 36, comma 2, della Legge regionale sulla caccia approvata lo scorso agosto, si applicherà solo a partire dalla stagione venatoria 2013-2014.

Il WWF esulta per la ulteriore sonora sconfitta della lobby venatoria e del Consiglio regionale campano che hanno quindi fallito nell’obiettivo di consentire la caccia libera (a pagamento) in tutto il territorio, esponendo in questo modo la nostra Regione a possibili pesanti sanzioni da parte della Comunità Europea.

Il WWF invita i cacciatori ed il Consiglio regionale ad aprire una seria riflessione circa la necessità accettare gli standards minimi di tutela della fauna selvatica e di interrompere ogni inutile tentativo di eversione dell’ordinamento statale, evidenziando che con tale tecnica il mondo politico e venatorio hanno ottenuto, a tutto vantaggio dell’ambiente, un risultato opposto a quello perseguito, esponendo, peraltro, i cacciatori a confusione normativa con rischi sanzionatori enormi.

Il WWF, inoltre, continuerà ad opporsi a questa pessima Legge, sia per proteggere quello che resta della Biodiversità campana, sia per evitare possibili interventi sanzionatori, che tale insieme di norme potrà generare in sede europea. Tuttavia, il WWF si dichiara disponibile a collaborare per una immediata riforma della caccia in Campania che preveda la abrogazione della legge regionale 9.8.2012, n. 26 ed una seria pianificazione faunistica che leghi il cacciatore al territorio, impedendo il nomadismo venatorio, come imposto, sin dal 1992, dal Legislatore statale.

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