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GEAPRESS – Proficua collaborazione tra il Comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato e le Guardie Ecozoofile dell’ANPANA di Brescia, che ha portato nei giorni scorsi alla denuncia di due persone sorprese nel territorio del Comune di Calvisano nella caccia alla volpe con lacci di metallo. Agghiacciante il metodo scelto per finire i cuccioli.

Il tutto scaturisce da un controllo del territorio, volto alla repressione del bracconaggio, che in data 28 aprile aveva portato le Guardie Ecozoofile dell’ANPANA di Brescia, nei pressi di un cascinale abbandonato nella campagna di Calvisano (BS). Qui veniva rinvenuta una volpe  morta strangolata da un laccio-cappio d’acciaio e altri lacci armati  pronti per la cattura di altri esemplari.

Dopo un breve appostamento sul luogo venivano sorpresi due uomini intenti ad armeggiare con le trappole. Colti in flagranza, fermati e identificati.

Contemporaneamente giungeva sul posto una pattuglia del Comando Stazione di Gavardo del Corpo Forestale dello Stato, che unitamente alle Guardie procedeva ad ulteriori accertamenti.

Gli uomini sorpresi in attività di caccia illecita avevano peraltro lasciato incustodite le  armi da caccia nella propria vettura. In aggiunta a ciò, una di esse risultava illecitamente modificata,  essendo stata dotata di un dispositivo di illuminazione per la caccia notturna.

Informato il magistrato di turno, il Corpo Forestale procedeva alla perquisizione dell’abitazione dei due uomini. Altre volpi, tra cui otto cuccioli congelati una volta uccisi. Da una prima analisi del medico veterinario, riferisce il Corpo  Forestale nel suo comunicato,  parrebbero essere morti a seguito di un colpo di martello alla testa. Il tutto dopo essere stati catturati al laccio.

I mammiferi, però, non erano il solo frutto dei cacciatori di frodo. Numerosi, infatti, erano gli uccelli appartenenti alla fauna protetta. Come se ciò non bastasse, nell’abitazione venivano rinvenute armi da caccia  appartenenti a terze persone e munizionamento non denunciato come invece previsto dalla normativa.

I due uomini, padre e figlio, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per illeciti sulla caccia, sulla detenzione di armi e per maltrattamento e uccisione di animale con l’aggravante del reato di concorso tra i due come previsto dall’art. 697 C.P.   Denunciato anche un cognato. Aveva ceduto il fucile da caccia ai parenti, senza l’apposita denuncia prevista dalla normativa sulle armi.

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