picchio rosso
GEAPRESS – Dovrebbe essere una delle specie più protette dalla legge ma nelle campagne di Borgo Palo, a San Cataldo (CL) è finito impallinato. Si tratta di un Picchio rosso maggiore. Un fatto grave al quale però il WWF nisseno aggiunge la denuncia su ostacoli burocratici che avrebbero riguardato le proprie Guardie volontarie.

A ritrovare il Picchio, ormai incapace di volare, è stato un cacciatore che si è subito messo in contatto con la sede provinciale del WWF. “Purtroppo – riferisce Ennio Bonfanti, presidente provinciale del WWF e Coordinatore provinciale delle Guardie giurate –  nonostante le immediate cure, il picchio è morto nel giro di pochi minuti. Troppo vaste le ferite da cui si erano generate forti perdite ematiche”.

Non è la prima volta che a San Cataldo – e proprio nella zona di Borgo Palo – vengono ritrovati animali (soprattutto rapaci ed altre specie protette) feriti dai cacciatori di frodo che sparano a tutto ciò che si muove; l’anno scorso per esempio, pochi giorni dopo l’apertura ufficiale della caccia, il WWF denunciò l’abbattimento illegale di una Poiana.

Duro il commento del WWF secondo il quale il mondo venatorio sarebbe ancora restio ad abbandonare lo spirito di corporazione per emarginare i responsabili di atti di bracconaggio e denunciarli alle competenti autorità; per questo il WWF apprezza il gesto del cacciatore sancataldese che ha  cercato di salvare il povero picchio.

In tutta la Provincia di Caltanissetta – aggiunge il WWF – la caccia è ormai fuori controllo: i servizi di vigilanza istituzionali (in primis quelli del Corpo Forestale regionale) sono praticamente assenti; le altre forze di Polizia sono a corto di risorse umane e materiali ed impegnate su altri gravosi fronti; persino il servizio dei vigilantes privati istituito dalla ex Provincia regionale di Caltanissetta è cessato da mesi”. . Per il WWF si sarebbe così in presenza di una sorta di “anarchia venatoria che sta trasformando le campagne nissene in un poligono di tiro senza limiti”.

Soprattutto in questo periodo,  giungono numerose le segnalazioni di illeciti venatori. “In queste settimane – spiega il WWF – si registra una notevole presenza di uccelli (tordi, allodole, ecc.) che nel loro viaggio migratorio da nord a sud attraversano le nostre zone e vi sostano per rifocillarsi: i cacciatori chiamano questo fenomeno “passo autunnale” e si appostano nelle zone di campagna sin dalle prime ore dell’alba per abbatterne a decine”.

Duro e molto amaro lo “sfogo” di Ennio Bonfanti: “Le nostre Guardie, agenti volontari molto motivati e preparati, vorrebbero contrastare con forza il bracconaggio e gli illeciti in materia faunistica, senza temere i rischi personali nell’affrontare soggetti armati di tutto punto anche negli angoli più sperduti di vallate recondite. Non riceviamo un solo euro di fondi pubblici perché ci autotassiamo per far fronte ad ogni spesa: dal carburante alle attrezzature”.

A complicare il tutto ci si mette pure la burocrazia che di fatto blocca l’attività delle Guardie. L’esempio a tal proposito messo in evidenza dal WWF, è paradossale. “Abbiamo chiesto alla Prefettura di Caltanissetta la nomina di una nuova Guardia WWF che è già operativa nel palermitano – spiega Bonfanti –  e potrebbe venire a darci man forte nella zona nord del “Vallone”, proprio al confine fra le province di Palermo e Caltanissetta. Istanza rifiutata! Abbiamo presentato ricorso gerarchico al Ministero dell’Interno: rigettato! Abbiamo difficoltà persino ad intervenire quando i cittadini ci segnalano  un reato venatorio in atto: infatti, per regolamento provinciale, possiamo svolgere i servizi di vigilanza solo se programmati e preventivamente comunicati un mese prima (sic!) della data scelta, specificando in dettaglio l’ora di inizio e di fine e persino la targa dell’auto che utilizzeremo. Nonostante  queste difficoltà, le Guardie WWF  cercheranno ugualmente di garantire un servizio volontario di pubblica utilità per la tutela del patrimonio faunistico dello stato e la prevenzione degli illeciti ambientali. Per amore della Natura e della Legalità!”.

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