GEAPRESS – Notte inoltrata. Da una Riserva privata di caccia, in Contrada Poggio Diana nel Comune di Caltagirone, si sentono arrivare più colpi di arma da fuoco. Il luogo ricade a ridosso della provincia di Caltanissetta, nel Comune di Niscemi, dove il locale Comando Stazione dei Carabinieri ha una pattuglia in perlustrazione del territorio. I militari raggiungono il cancello della Riserva dove però, non vi è alcuna macchina posteggiata.

I colpi continuano ad essere sparati per tutta la notte, finchè alle 6.00 del mattino del 23 agosto scorso, una panda verde esce finalmente dalla Riserva di caccia. A guidarla è il guardiano della stessa Riserva, Guardia Giurata, cacciatore e pure molto conosciuto nei locali ambienti venatori. All’interno della macchina vengono rinvenuti nove conigli morti, più il fucile calibro 22, regolarmente in possesso per uso caccia.

F.E. è stato denunciato per esercizio della caccia in periodo di chiusura, ed in orario non consentito. Purtroppo, trattandosi di un cacciatore in regola, non è possibile contestare il più grave reato di furto al patrimonio indisponibile dello Stato (i reati venatori sono, invece, blandi reati contravvenzionali). Questo perchè la legge sulla caccia al posto di punire severamente chi infrange le regole, gettando fango, tutto sommato, sulla categoria, ha invece previsto che il reato di furto previsto dal nostro Codice Penale (furto al patrimonio indisponibile dello Stato) non possa essere contestato ai seguaci di Diana.

Poggio Diana è costituita da terreni privati destinati ad azienda venatoria. L’amministratore unico è un Avvocato di Niscemi.  Chissà sul guardiano cosa deciderà. Speriamo almeno, per le qualifiche di Guardia Giurata, che ci pensi la Prefettura.

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