GEAPRESS – “Quello di Calderoli è bracconaggio elettorale“. Questo il commento rilasciato a GeaPress da Danilo Selvaggi, Responsabile Rapporti istituzionali della LIPU all’incredibile giubilo del Ministro della Semplificazione Roberto Calderoli che ha così contribuito a complicare la già delicata situazione nella quale si ritrova l’Italia innanzi all’Unione Europea per le cosiddette cacce in deroga. Queste ultime sono già divenute oggetto di intervento della Corte di Giustizia Europea e, per questo, foriere di probabili sparate di salate multe che colpiranno, però, i cittadini tutti.

Cosa è successo esattamente? Calderoli ha rivendicato il merito della Lega per non aver fatto ratificare dal Consiglio dei Ministri, l’impugnativa alla Corte Costituzionale della legge sulla caccia in deroga lombarda approvata la scorsa estate. Oltre mezzo milione di piccoli uccelli appartenenti a specie protette e particolarmente protette dalla legge nazionale sulla caccia. Questo quando la stessa Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’uso di una legge in sostituzione di un atto amministrativo, quale dovrebbe essere il provvedimento di caccia in deroga ai divieti europei. Provvedimento amministrativo che, però, considerata la palese illegittimità, verrebbe facilmente impugnato dal TAR.

Abbiamo già scritto al Ministro Prestigiacomo – ha dichiarato Danilo Selvaggi – affinchè il Governo non si renda complice di un comportamento che definirlo omissivo è poco. Il Governo, cioè – ha aggiunto Selvaggi – decide così di non mandare alla Corte Costituzionale una legge sulla caccia in deroga quando già la Corte ha dichiarato incostituzionale proprio l’uso della legge per consentire lo stesso tipo di caccia“.

Una legge con vizio di costituzionalità, infatti, deve essere sottoposta all’esame del Governo, e poi essere inviata alla Corte Costituzionale.

Caccia in deroga, che altrove è considerata reato. Se cioè un cacciatore piemontese abbatte un piccolo grazioso fringuello viene sanzionato penalmente. Se lo stesso atto viene compiuto da un cacciatore lombardo, magari pochi metri distante dal collega piemontese, viene autorizzato dalla Regione, con il giubilo di Calderoli e la complicità del Governo. Questo quando Corte Costituzionale e Corte di Giustizia Europea si sono già abbondantemente espresse sulla incostituzionalità di tali provvedimenti. Il tutto, poi, quando in materia di caccia il potere esclusivo è dello Stato e non delle Regioni. Questo, però, Calderoli lo sa bene, dal momento in cui ha appena dichiarato che ora, per lui, la competenza deve essere delle Regione. Attenzione, dunque, fringuelli ed affini. Se migrate fatelo con accortezza. A macchia di leopardo, secondo facoltà ed onestà (costituzionale) regionale.
  
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