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GEAPRESS – Si è conclusa la prima fase del campo del CABS per il contrasto della attività di uccellagione nel Sud Sardegna.

Ne da comunicazione lo stesso nucleo di volontari anti bracconaggio che specifica come  30 attivisti, provenienti da diverse parti d’Italia, hanno perlustrato i boschi del Basso Sulcis, nelle province di Cagliari e Carbonia Iglesias, alla ricerca dei sentieri realizzati dagli uccellatori per catturare gli uccelli migratori.

Ad essere individuati sono stati ben cinque di questi sentieri, nei quali i volontari del CABS hanno collocato telecamere nascoste. Le località interessate sono state  Serro Troncuneddu, nel comune di Assemini Camp’è Luas nel comune di Uta, Miniera di San Leone e Poggio dei Pini nel comune di Capoterra.

Si trattava di posti frequantati da cinque uccellatori che, secondo il comunicato diffuso dal CABS, sarebbero stati tutti filmati e deferiti all’Autorità Giudiziaria dall’Arma dei Carabinieri, Nucleo Operativo Radiomobile di Cagliari e Comando Stazione di Capoterra. Sono state inoltre eseguite due perquisizioni domiciliari che hanno consentito di individuare e porre sotto sequestro circa 500 uccelli già morti e pronti per essere avviati al commercio clandestino. Rimessi in libertà alcuni uccelli ancora in vita, appartenenti a specie diverse.

Il CABS informa altresì della violazione del “foglio di via” da parte di due uccellatori residenti nel comune di Capoterra. Per i due, che nonostante il divieto imposto dal Questore di Cagliari si trovavano nel territorio del comune di Assemini, è stata richiesta all’Autorità Giudiziaria l’adozione di misure cautelari.Alla fine di ogni operazione è stato distrutto il relativo sentiero di uccellagione. In tale contesto sono stati complessivamente rimossi circa 2.000 lacci in nylon o crine di cavallo e decine di lacci metallici per la cattura di cinghiali o mammiferi predatori.

All’attività antibracconaggio hanno fattivamente collaborato i volontari della LAV, Lega Anti Vivisezione, di Cagliari.

I recenti interventi – ha dichiarato  Giovanni Malara, responsabile del CABS – confermano come il Sud Sardegna sia ancora una zona insicura per gli uccelli migratori e svernanti,  in quanto non è stata ancora spezzata la rete di protezione di cui, a livello locale, godono gli uccellatori. Rileviamo con soddisfazione, però, come grazie all’impegno che abbiamo profuso negli ultimi anni la situazione sia in graduale miglioramento. Cosi siamo riusciti a liberare interi territori precedentemente infestati di lacci, come nel caso del Parco Regionale del Gutturu Mannu. Ulteriori frutti stanno venendo dalla collaborazione con gli istituti scolastici di Capoterra, grazie alla quale le giovani generazioni prendono coscienza di quanto devastante per la biodiversità ed il loro ambiente naturale possa essere l’attività criminale degli uccellatori.”

Il CABS  ringrazia l’Arma dei Carabinieri per la sensibilità come sempre dimostrata e l’impegno profuso nel contrasto delle attività illecite a danno della fauna sevatica.

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