GEAPRESS – Aveva armato un intero sentiero nelle alture di Capoterra (CA). Trecento lacci-cappio in nylon nella parte aerea della vegetazione ed altre 300 trappole ancora non armate e rinvenute in terra dai volontari del CABS (Committe Against Bird Slaughter). L’uccellatore, verosimilmente, si è visto scoperto dai volontari del CABS che in questi giorni, coadiuvati dai volontari della LAV di Cagliari e dal Gruppo Antispecismo Cagliari, stanno pattugliano ampie zone delle province di Cagliari e di Carbonia Iglesias.

Oltre al pettirosso morto, rinvenuto dai volontari ancora appeso alla trappola, è stato trovato abbandonato nei pressi anche un cestino con le attrezzature per la cattura degli uccelli ed un sacchetto con le bacche di ginepro. Queste ultime, sistemate nella trappola, costituiscono l’esca che provocherà l’impiccagione del povero uccellino. La morte, però, non sopraggiunge subito ma dopo ore di sofferenza. In alcuni casi, l’uccellatore trova gli uccellini ancora in vita. Tale evenienza è sicuramente capitata ad un secondo pettirosso, trovato dai volontari in un sacchetto anch’esso abbandonato nei luoghi. Il povero animale è morto per schiacciamento della testa (vedi foto). Un morso, oppure la pressione sulla testa esercitata con le dita della mano. 

I pettirossi – riferiscono i volontari – sono la preda prediletta da questi delinquenti. Nel sud della Sardegna, poi, i più danneggiati dopo i Tordi“.

I volontari del CABS, in questi giorni , tornano a ribadire l’esigenza affinchè il nostro paese si impegni a trasformare il lieve reato di contravvenzione che dovrebbe punire gli uccellatori, in una vera e propria previsione di furto aggravato. Questo, riferiscono dal CABS, per tutte le catture realizzate con tecniche di caccia non consentite dalla legge.

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