uccellatore cagliari
GEAPRESS – Ancora un colpo andato a segno, quello inferto dal CABS contro gli uccellatori che in questo periodo infestano di trappole con lacci di nylon i boschi del cagliaritano. Il tutto per catturare  uccelli selvatici da rivendere per un piatto tipico della tradizione natalizia.

Nei giorni scorsi i volontari dell’associazione tedesca, hanno a lungo seguito e fotografato i movimenti di due uomini di Capoterra. Secondo il CABS avrebbero realizzato i “loro” sentieri di morte nel territorio di Uta, non lontano dalla chiesetta di Santa Lucia.

Una volta accertata l’attività illecita, i volontari hanno collocato delle telecamere nascoste, con l’intento di andarli poi a denunciare. Strumenti di video registrazione, che si sono già dimostrati preziosi nella lotta contro il bracconaggio. Evidentemente, però, non tutto l’orrore finora documentato era stato sufficiente a rappresentare la reale gravità del fenomeno.

I due bracconieri, infatti, non si sarebbero limitati a svolgere l’attività illegale di uccellagione, ma avrebbero riempito il bosco di sostanze tossiche e di veleni.

La collocazione di esche e bocconi avvelenati – riporta il CABS – avveniva allo scopo di eliminare concorrenti naturali, come Gatti Selvatici e Martore (specie particolarmente protette dalla legge), “colpevoli” di cibarsi degli uccelli catturati. Infatti uno dei due è stato filmato nell’atto di spargere bustine con esche avvelenate dopo averle estratte da una confezione ed anche di preparare un boccone avvelenato. A questo scopo eviscera un tordo per poi imbottirlo con le stesse esche (costituite da bustine di ratticida con effetto anticoagulante) per poi abbandonarlo sul sentiero di uccellagione“.

La conseguente ispezione di entrambi i sentieri,  ha poi consentito ai volontari del CABS di individuare un numero elevato di altri bocconi avvelenati, costituiti da esche ratticide paraffinate, collocate su bastoncini o abbandonate sul terreno, di polpette avvelenate, disposte vicino a lacci per la cattura di gatti selvatici, di topini selvatici uccisi con il veleno e poi posizionati come esca per gli stessi lacci.

E’ stato inoltre ritrovato, parzialmente divorato, il corpo del tordo che era stato imbottito di veleno. “L’attività criminale era così andata a buon fine – commenta il CABS – L’ingestione del veleno anticoagulante, infatti, provoca la morte lenta dell’animale per emorragia interna, tra atroci sofferenze”.

Tutto quanto il materiale ritrovato sui due sentieri è stato raccolto, repertato e numerato ed è stato quindi consegnato all’Arma dei Carabinieri che lo ha posto sotto sequestro. E’ stato quindi avviato per le analisi di laboratorio all’Istituto Zooprofilattico di Cagliari, allo scopo di accertare quali sostanze siano state utilizzate per la preparazione dei bocconi avvelenati e la loro eventuale pericolosità anche per l’uomo, considerato che la preparazione dei bocconi veniva fatta a mani nude.
L’appello del CABS ora rivolto ai potenziali acquirenti degli uccellini catturati.

Chiediamo ai cittadini di Cagliari di non acquistare e di non consumare le “grive”. Perchè sono alimenti di provenienza illecita, ma anche per il fatto che gli uccelli destinati alla preparazione dei “Pillonis de Taccula” non sono carni sicure, in quanto non controllate dalle preposte strutture sanitarie e perché potrebbero anche essere state contaminate dalle sostanze contenute nei bocconi avvelenati“.

L’apposita ordinanza emanata nel 2008 dai Ministeri del Lavoro e della Salute, infatti, vieta “la preparazione e l’abbandono di bocconi ed esche contenenti veleni o sostanze nocive in quanto la loro presenza nell’ambiente costituisce un grave rischio per la salute dell’uomo (in particolare dei bambini), degli animali e per l’ambiente”. Tali rischi non possono che essere aggravati dal maneggio di uccelli destinati all’alimentazione umana.

Il CABS sottolinea anche il grave rischio di avvelenamento per i cani da caccia, che sono molto utilizzati nella zona. I cani da caccia possono essere con grande facilità avvelenati dai bocconi, specie nel corso della dispersione post-battuta, visto che le sostanze utilizzate per realizzare i ratticidi sono purtroppo appetibili anche per gli animali da affezione.

I fatti dolosi accertati e documentati dall’attività antibracconaggio del CABS rendono quindi ancora più incomprensibili alcune prese di posizione da parte di associazioni venatorie di Capoterra, che si sono pronunciate a favore dell’uccellagione. La possibile uccisione dei cani con il veleno o con i lacci metallici (ipotesi quest’ultima molto frequente), dovrebbero invece indurre ad una decisa condanna da parte del mondo venatorio di tutte le pratiche illecite di cattura degli uccelli.
Sarebbe anche ora che la libera vendita di tutte le sostanze ratticide, vista l’intrinseca pericolosità e l’uso che ne viene fatto, fosse definitivamente vietata.

Il CABS comunica di avere immediatamente provveduto a bonificare i due sentieri , con l’eliminazione di circa 800 lacci attivi, di 8 trappole Sep per la cattura di uccelli, di 10 lacci metallici per cinghiali e di tre lacci per la cattura di gatti.

L’associazione ha sporto denuncia contro i due uccellatori, allegando ben 11 filmati e chiedendo che siano indagati per i reati di uccellagione, maltrattamento di animali (aggravato dalla morte degli stessi), getto pericoloso di cose e contaminazione di sostanze destinate all’alimentazione umana.
I ringraziamenti sono ora rivolti all’Arma dei Carabinieri per la preziosa collaborazione offerta dalla quale è già scaturita l’identificazione dei due indagati.

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