GEAPRESS – Ci sono pure due caprette tra le vittime dei nuovi episodi di bracconaggio scoperti nel Basso Sulcis, in provincia di Cagliari. Ad intervenire il Corpo Forestale della Regione Sardegna, Ispettorato di Cagliari e Nucleo Investigativo, che hanno fermato due bracconieri rispettivamente in località Is Cabriolus e Is Antiogus, entrambi nel Comune di Assemini. Nel primo caso si trattava di un imprenditore di 31 anni di Capoterra il quale aveva piazzato 70 micidiali lacci-cappio in acciaio, dove hanno trovato la morte un cinghiale e le due caprette. A Is Antiogus, invece, il bracconiere era in possesso di cappi ancora non utilizzati ma pronti ad essere piazzati per la cattura di cervi e cinghiali.

L’attività del personale della Forestale della Sardegna è proseguita con le perquisizioni domiciliari, nel corso delle quali sono stati rinvenuti e sequestrati 44 uccelli, tra i quali tordi , merli, e pettirossi. Erano stati tutti catturati con il sistema delle reti e dei lacci di crine. Erano in gran parte già conservati e pronti per la vendita. Poi anche tre cinghiali sempre catturati con il sistema dei lacci e ben 170 reti per uccellagione. Incredibile il numero dei lacci-cappio in crine, ben 6000 ai quali devono aggiungersi 70 lacci in acciaio per cinghiali e cervi oltre a vario armamentario per la costruzione e per l’esercizio di caccia con mezzi illeciti.

Nel corso dell’operazione la Forestale ha provveduto anche alla bonifica di ampie zone del territorio dai sistemi di cattura.

Gli interventi della Forestale sono avvenuti nelle giornate tra il 30 ed il 2 febbraio ed hanno portato alla denuncia dei due bracconieri per il reato di uccellagione, cattura di ungulati con mezzi non consentiti, danneggiamento e uso di strumenti illeciti per esercizio venatorio.

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