GEAPRESS – Conclusa la prima fase del campo del CABS (COMMITTEE AGAINST BIRD SLAUGHTER) contro l’uccellagione nel Sulcis, in provincia di Cagliari. Un problema vecchio, praticato con tremendi lacci-cappio che uccidono, spesso dopo averli lasciati in agonia per ore, poveri uccelli. I 25 volontari del CABS, provenienti da ogni parte d’Italia, hanno rintracciato le trappole e le hanno disarmate. Sembra, però, che il fenomeno sia in regressione rispetto agli anni precedenti. Forse, dicono i volontari, a causa del tempo particolarmente asciutto che ha caratterizzato il mese di novembre. Poche bacche, ed altri frutti della macchia appetibili per gli uccelli. Una tappa saltata, quella della Sardegna, che potrebbe avere indotto gli uccelli a proseguire direttamente nei quartieri di svernamento africani. Tordi, merli e pettirossi, hanno così evitato di finire spellati e bolliti in acqua salata.

IL CONTRASTO AL BRACCONAGGIO
Nonostante ciò i sentieri con le trappole, c’erano. Sei lunghi sentieri, per un totale di 2200 “lacci” e 50 cappi in acciaio per i cinghiali. Tutti rimossi, ovviamente, così come sono stati liberati i piccoli uccelli rimasti prigionieri.

Per contrastare il bracconaggio, sono state utilizzate anche telecamere nascoste. Il crudele rito del bracconiere è stato così ripreso con almeno cinque diverse persone. Tutto comunicato ai Carabinieri come il caso di due uccellatori già noti e con numerosi precedenti. Ad occuparsi di loro saranno ora i Carabinieri di Capoterra e la Procura delle Repubblica di Cagliari. I reati ipotizzati sono uccellagione, furto aggravato, caccia in area protetta e maltrattamento di animali.

Per i due soggetti di cui sopra, identificati e denunciati, era già stata richiesta nel 2011 l’applicazione del “Foglio di Via”. Se la misura di prevenzione fosse stata adottata dalla Questura di Cagliari, il loro allontanamento da Capoterra avrebbe probabilmente evitato il reiterarsi del reato. La richiesta è stata ora ripresentata ai Carabinieri di Capoterra e si spera che questa volta venga adottata.

LA COLLABORAZIONE CON I CARABINIERI – LE MINACCE DEI BRACCONIERI
Una collaborazione importanze, quella instaurata tra il CABS e la Legione Carabinieri Sardegna, comandata dal Gen. Luigi Robusto. A tal proposito il CABS ringrazia il Gen. Robusto per la sensibilità ancora una volta dimostrata sui temi della tutela della fauna selvatica e della legalità. Un impegno, quello dei Carabinieri che sta producendo importanti effetti sulle operazioni svolte dall’Arma contro il bracconaggio.

Non solo lacci, comunque. I Carabinieri di Dolianova (CA), hanno ad esempio arrestato un allevatore, al quale sono state sequestrate armi clandestine, reti e tagliole per l’uccellagione. Attività non prive di rischio, sia per gli inquirenti ma anche per i volontari del CABS che hanno dovuto subire il danneggiamento di un’autovettura ed una micidiale tagliola anti-uomo, munita di grossi chiodi (vedi articolo e video GeaPress). Era stato sistemata proprio per loro lungo uno dei sentieri percorsi quotidianamente. Un’ulteriore conferma, qualora ce ne fosse stato bisogno, della pericolosità sociale degli uccellatori. Un motivo in più per mettere da parte ogni indulgenza. Una tagliola di quel genere, infatti, avrebbe potuto facilmente mettere a repentaglio la vita.

Le misure di prevenzione che lo scorso anno abbiamo chiesto ed ottenuto, per la prima volta in Italia, nei confronti di alcuni uccellatori – ha dichiarato Giovanni Malara, responsabile del campo del CABS – hanno funzionato e questi soggetti sono spariti dal territorio di Assemini. Un importante segnale di ripristino della legalità. Nei casi in cui, invece, il Foglio di Via è stato rifiutato, gli uccellatori sono rimasti lì a delinquere, portando avanti la sfida allo Stato, con le loro autovetture parcheggiate sempre negli stessi luoghi. Adesso che li abbiamo nuovamente filmati e denunciati – ha aggiunto Malara – ci auguriamo che la richiesta di misura di prevenzione sia rapidamente accolta dal Questore di Cagliari, anche perché si tratta di soggetti che in passato si sono più volte resi responsabili di minacce ed aggressioni nei nostri confronti”.

L’ATTIVITA’ CON LE SCUOLE
I volontari del CABS hanno infine avuto incontri con centinaia di studenti dell’Istituto Comprensivo Benedetto Croce di Pula e Domus de Maria e dell’Istituto Superiore Sergio Atzeni di Capoterra. Nel corso degli incontri, molto seguiti dagli studenti, i volontari hanno illustrato i gravi danni prodotti dagli uccellatori del Sulcis. Non solo agli uccelli (che sono il principale fattore di rinnovamento dei boschi), ma anche dei mammiferi predatori, come Gatti selvatici e Martore, uccisi (e mangiati) perché colpevoli di divorare gli uccellini rimasti impigliati nei lacci.

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