GEAPRESS – In collaborazione con i Carabinieri e con l’ausilio di telecamere nascoste. Hanno così un volto i bracconieri individuati nel corso del campo antibracconaggio che la LIPU svolge ogni anno, nel periodo invernale, nel Basso Sulcis, in provincia di Cagliari. Il bilancio della prima fase dei campi LIPU-BirdLife Italia, si conclude con sette uccellatori denunciati, quasi 8mila lacci per la cattura di uccelli e 50 cavetti metallici per la cattura di mammiferi distrutti. I volontari della LIPU, con il supporto dei volontari del Cabs (Committee Against Bird Slaughter), sono riusciti a riprendere ben sei uccellatori, che sono poi stati denunciati al Comando Carabinieri di Capoterra (CA) per uccellagione e maltrattamento di animali e, in alcuni casi, per caccia in area protetta e a specie particolarmente protette, come pettirosso e frosone.

Hanno una identità anche i tre uccellatori filmati nel 2010 e comunicati ai Carabinieri. Nel corso delle perquisizioni domiciliari, i Carabinieri hanno trovato e sequestrato uccelli congelati e strumenti per l’uccellagione. Perquisizione domiciliare anche per un altro bracconiere residente a Capoterra ma fermato in località Dispensa Gambarussa. Presso la sua abitazione sono stati ritrovati altri uccelli, in questo caso congelati, e lacci per la cattura. Il bracconiere è stato denunciato per i reati di uccellagione, maltrattamento e detenzione di specie particolarmente protette.

Persone in alcuni casi già note sia per i reati venatori ma anche per le minacce. Fatto questo che fa ritenere alla LIPU ormai indispensabile l’applicazione di misure di prevenzione quali il cosiddetto “foglio di via”. Richiesta già avanzata al Questore di Cagliari dott. Luigi Mario Francesco SAVINA tramite il Comando Stazione Carabinieri di Capoterra. Alcune persone hanno la residenza nel Comune di Capoterra ma svolgono attività di uccellagione abituale nel territorio dei Comuni di Assemini e Pula. Si sono più volte rese responsabili di atti di violenza nei confronti dei volontari della LIPU.

L’importante azione condotta dalla LIPU ha portato alla luce l’incredibile atteggiamento degli uccellatori che si considerano i padroni del territorio – commenta Giovanni Malara, responsabile del settore Antibracconaggio della LIPU – Piazzano trappole illegali, vendono uccelli protetti e non, aggrediscono violentemente coloro che osano disturbarli, danneggiano il bosco dove lasciano rifiuti di ogni genere. Ci auguriamo che lo Stato, che ora conosce nomi e cognomi di questi soggetti, trovi finalmente la forza di interdire ai violenti, che vivono dei proventi della loro attività illegale, la frequentazione dei boschi dove giornalmente delinquono, come già avviene per i tifosi violenti degli stadi”.

L’azione della LIPU si è concentrata anche nell’attività di educazione e sensibilizzazione. Centinaia di studenti incontrati per mostrare loro i danni che il fenomeno dell’uccellagione produce all’ambiente naturale ed al patrimonio faunistico della Sardegna meridionale. L’importante attività ha riguardato in modo particolare l’Istituto Statale comprensivo “Benedetto Croce” di Pula, la sezione staccata di Domus de Maria e l’Istituto Statale “Sergio Atzeni” di Capoterra.

La LIPU ringrazia tutti, Dirigenti Scolastici ma anche il personale dell’Arma dei Carabinieri. Una collaborazione preziosa sottolinea il Presidente LIPU Fulvio Mamone Capria, presente nel campo antibracconaggio anche quest’anno, nonostante l’anno scorso fosse stato centrato da una grossa pietra lanciata da un sentiero in cima ad un altura. Era il bracconiere. Si sentiva a casa sua. Speriamo ora per lui, come per altri compari di merende (a base di tordi bolliti con il mirto), nell’intervento del Questore di Cagliari.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

VEDI FOTOGALLERY:

 

VEDI VIDEO: