esca esplodente
GEAPRESS – Un museo degli orrori. Così il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, Servizio territoriale ispettorato ripartimentale di Cagliari, ha definito quanto rinvenuto a seguito di diverse perquisizioni domiciliari eseguite ad Uta (CA). Le indagini, coadiuvate dal NIPAF della Forestale e dalla Stazione di Capoterra (CA), hanno messo ancora un volta in evidenza quanto aggressivo e pericoloso non solo per gli animali, sia il bracconaggio nella provincia di Cagliari.

I fatti sono scaturiti a seguito del ritrovamento nell’area protetta di Monte Arcosu, di diverse postazioni armate di tubo fucili e esche esplosive. Un uso, quest’ultimo, non nuovo nella zona (vedi articolo GeaPress). Si tratta di bocconi resi appetibili per i cinghiali in grado di esplodere in bocca. I tubo fucili, invece, sono in genere utilizzati piazzando la pericolosa arma in prossimità di un luogo di pastura degli animali. Una innesco lungo il camminamento, aziona poi l’arma.

Rinvenute anche trappole a scatto e fucili artigianali a percussione. Due le persone arrestate, mentre una terza è indagata a piede libero.

Ad essere cacciati di frodo dovevano essere gli ungulati della zona, tra cui il tipico Cervo sardo che, nel Monte Arcosu ha uno dei suoi areali storici.

ACCEDI ALLA GALLERY DEL “MUSEO DEGLI ORRORI”
© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati