GEAPRESS – Gli ultimi sono stati sequestrati in queste ore grazie ai servizi messi in campo dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna, Ispettorato Ripartimentale di Cagliari. Micidiali tubo-fucile costruiti artigianalmente e piazzati nei luoghi di pastura per cervi e cinghiali. Mandorle, soprattutto, sistemate nei sentieri prediletti dagli animali, ma con il tremendo fucile piazzato a tiro. Ad azionarlo ci pensa un filo di nylon nel quale incappa il povero animale. Otto anni addietro finì però centrato alla rotula un cercatore di funghi, mentre tre anni fa morì un cane che in tal maniera, anticipando il padrone in passeggiata, gli salvò la vita. Il responsabile venne poi individuato dal Corpo Forestale della Regione Sardegna a seguito di indagini ed appostamenti. Per lui l’arresto in flagranza dovuto al possesso dell’arma clandestina.

Ora ad essere fermati sono altri tre bracconieri. Si tratta di M.R. e F.E., rispettivamente di 35 e 49 anni, entrambi di Selargius, e C.S. 53 anni, di Sinnai. I tre sono stati bloccati nei pressi di Solanas nella zona sud del massiccio dei Sette Fratelli. M.R., con precedenti specifici (la Polizia di Stato l’aveva già trovato in possesso di alcuni tubo fucile), era stato notato nel corso degli appostamenti, mentre usciva da una abitazione in campagna. Imbracciava un fucile calibro 12 caricato a pallettoni risultato poi rubato a Selargius. L’uomo quando è stato bloccato aveva indosso anche una ricetrasmittente. I due complici sono stati individuati nella stessa abitazione dove è stato rinvenuto un secondo fucile calibro 12 risultato di proprietà di uno dei due ed un’altra ricetrasmittente. Trovate anche decine di munizioni, tagliole, trappole per uccellagione ed un cinghiale. Il ritrovamento più significativo ha riguardato gli spezzoni di tubo idraulico dello stesso genere impiegato per la costruzione di tubi fucile. Questo materiale è ora all’esame dei periti per verificare se, come pare dai primi riscontri degli inquirenti, è stato adattato per la costruzione delle armi micidiali.

Un tubo fucile funzionate e già armato era invece piazzato nella pappadroxias, ovvero la postazione di pastura con il tranello del filo di nylon pronto a far partire il colpo.

Un’arma tanto semplice quanto micidiale – riferisce a GeaPress il Commissario Fabrizio Madeddu Responsabile Provinciale del Settore Vigilanza del Corpo Forestale della Regione Sardegna – Una tecnica diffusa in particolare nel massiccio dei Sette Fratelli e che sembrava, fino ad una quindicina di anni addietro, caduta in disuso“.

In una trentina di anni ben trenta arresti. Tutti per il tubo fucile anticamente in uso tra i boscaioli di origine toscana che operavano nei secoli scorsi in Sardegna. Come gli stessi uccellatori che imperversano nelle montagne ad ovest di Cagliari. Abitudine acquisita grazie agli usi di caccia tradizionale a quel tempo praticati dai piemontesi.

Ad intervenire i reparti di Castiadas, Sinnai, Campuomu, Dolianova ed il Nucleo Investigativo coordinati dal Servizio Ripartimentale di Cagliari. Ai Forestali della Regione Sardegna erano giunte numerose segnalazioni da parte di cittadini. Venivano segnalate postazioni utilizzate verosimilmente per i tubo fucile. Fatto poi confermato dall’ottimo intervento della Forestale sarda che, nell’ambito della medesima operazione, questa volta avvenuta nel versante Nord dei Sette Fratelli, ha sorpreso altri due bracconieri. Si tratta di tre quarantenni. B.O, C.D. e F.M tutti di Sinnai. Si apprestavano a posizionare cavetti d’acciaio per la cattura di ungulati. Nella perquisizione che ha fatto seguito all’operazione, è stato sequestrato un cinghiale, centinaia di trappole e lacci. Poi la motociclette con le quali viaggiavano, risultate senza copertura assicurativa.

Le indagini sono coordinate dalla dott.ssa Maria Grazia Genoese Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Cagliari al quale il Corpo Forestale della Regione Sardegna ha già inviato un dettagliato rapporto sull’esito delle operazioni portate a termine.

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