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GEAPRESS – Un bracconierie con non pochi reati contestati e dai  quali dovrà ora difendersi. Ad intervenire nel Parco Naturale Regionale Gutturu Mannu, il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, Servizio ispettorato ripartimentale di Cagliari, impegnato nell’attività di repressione del fenomeno del bracconaggio nel Sulcis.

L’uomo sembra si stesse aggirando intorno al proprio ovile imbracciando  un fucile. I suoi movimenti erano però da tempo tenuti sotto controllo dagli uomini del Nucleo Investigativo provinciale  e della Stazione Forestale  di Capoterra.

Una volta sottoposto a controllo è stato trovato in possesso di un fucile di fattura artigianale calibro  20 con il colpo in canna caricata a pallettoni. Un’arma clandestina, così come sottolineato dalla Forestale delle Regione Sardegna.

La perquisizione dell’area consentiva di rinvenire all’interno dell’ovile, quello che viene descritto come un vero e proprio arsenale. Due armi clandestine, ovvero un altro fucile sempre calibro 20 artigianale monocanna, ed un fucile calibro doppietta 12 Benelli con matricola abrasa. Trovato inoltre un armamentario per il bracconaggio tra cui una Balestra con diversi dardi, una carabina calibro 4,5, una pistola scacciacani priva del tappo rosso, 350 lacci gia confezionati per la cattura di cervi e cinghiali, 3500 lacci per l’uccellagione oltre vario attrezzatura per la fabbricazione di strumenti di cattura e di munizioni, tra cui  quattro chilogrammi di pallini di piombo. Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro.

L’uomo, che  non ha opposto alcuna resistenza, è stato dichiarato in arresto per il reato di porto e detenzione di armi clandestine. Su disposizione del Pubblico Ministero dott. Marco Cocco è stato tradotto nel carcere di Uta a disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari .

Con questa ennesima operazione, il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale ritiene di avere assestato un duro colpo al fenomeno del bracconaggio nell’area protetta del Sulcis.  Si ritiene infatti che l’ovile nella disponibilità del soggetto, per la posizione strategica all’interno della foresta demaniale nonché all’interno  del Parco Regionale avrebbe potuto costituire  un punto di riferimento non solo per le attività illecite dello stesso ma anche per altri bracconieri che  trovavano un utile appoggio   per  catturare la selvaggina.

L’operazione interamente coordinata dal Servizio Ispettorato  di Cagliari,  si inquadra nell’attività di contrasto del fenomeno della caccia di frodo in generale a tutela della fauna selvatica e della biodiversità  che caratterizza le aree  naturali della Sardegna ed in particolare il Parco Regionale.

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