testa cervo
GEAPRESS – Numerosi cavetti d’acciaio per la cattura di cervi e cinghiali oltre che vari punti di cattura di più  specie animali. Il tutto nei pressi dell’oasi del WWF di Monte Arcosu in provincia di Cagliari. Una situazione grave, denuncia lo stesso WWF, confermata altresì dal ritrovamento di tre cervi (due maschi ed una femmina) in stato di putrefazione. Un intensificarsi delle azioni di bracconaggio contro il quale il WWF cerca di rispondere con una sorveglianza straordinaria resa possibile grazie alla collaborazione dei volontari.

Il WWF sottolinea l’intensificarsi del bracconaggio nelle zone esterne all’oasi e proprio nel periodo delle festività, così come dimostrano i recenti interventi di più gruppi antibracconaggio attivi nel Sulcis oltre che dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna che quotidianamente è alle prese con questo problema.

Un impegno, quello del WWF, che continuerà ad oltranza e per il quale è richiesto l’apporto dei volontari che potranno rivolgersi alla Direzione dell’Oasi.

L’istituzione del Parco del Gutturu Mannu – riferisce il comunicato del WWF Sardegna – potrebbe essere una prima risposta positiva a questo fenomeno ma il suo percorso è bloccato da oltre un anno presso il Consiglio Regionale nonostante sia già stato approvato dalla Giunta Regionale e sollecitato a gran voce dalle comunità locali. Il futuro Parco Regionale di Gutturu Mannu, la cui sorte è nelle mani del Consiglio Regionale dopo un iter di oltre vent’anni, comprende un mosaico di 20mila ettari di foreste e natura, che include i 3600 ettari dell’Oasi WWF di Monte Arcosu e il territorio di 9 comuni (Pula, Villa San Pietro, Siliqua, Domus De Maria, Uta, Assemini, Santadi, Capoterra e Sarroch)”.

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