GEAPRESS – Dal nove dicembre sono innumerevoli le violazioni alla normativa venatoria riscontrate dal Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale di Cagliari. Questo, oltre che nel cagliaritano, anche nella  provincia del Medio Campidano. In particolare, oltre alle sanzioni amministrative,  cinque persone sono state denunciate. Tra queste un uomo intercettato dalla Forestale della Regione Sardegna in località Baccu Eranu, nella Foresta dei Sette Fratelli, mentre era intento a piazzare reti per uccellagione.

Il sospetto della Forestale, però, è che lo stesso individuo, già denunciato, potesse preparare i cosiddetti “bocconi esplodenti”, vere e proprie esche in grado di scoppiare nella bocca dello sventurato animale. Si tratta, spiega la Forestale, di una pratica di bracconaggio in genere praticata ai danni del cinghiale. Nel corso della perquisizione domiciliare, infatti,  è stato rinvenuto un chilogrammo di polvere pirica esplodente  Poi centinaia di trappole a scatto per l’uccellagione. La denuncia nei confronti del bracconiere di Settimo San Pietro, riguarda sia i reati venatori che la detenzione di materiale esplodente.

Una intera compagnia di caccia (cacciatori di cinghiali) è stata invece bloccata in una zona  interdetta all’attività venatoria nella Foresta dei Monti Mannu, nel Comune di Villacidro. Alla fuga generale che ne è conseguita, i Forestali sono riusciti a bloccare uno dei partecipi il quale, all’interno dello zaino, portava i resti macellati di quello che, dopo un primo esame,  parrebbe essere un cervo sardo. Gli accertamenti, comunque, sono ancora in corso. La compagnia, aveva altresì abbattutto un cinghiale. Un uomo di San Gavino è stato per questo denunciato, mentre il fucile da caccia è stato posto sotto sequestro. In corso le indagini per l’identificazione degli altri soggetti.

Evidentemente, però, gli appassionati dai tale forma di caccia, ovvero quella al cinghiale, riservano altre sorprese. Una seconda compagnia, infatti, è stata bloccata in altra area con divieto di caccia nella Foresta demaniale di Is Cannoneris. Anche in questo caso è avvenuta la fuga di numerose persone, sebbene un uomo di Santadi è stato fermato e denunciato. Anche per lui il sequestro del fucile da caccia. Un altra compagnia di caccia, è diveuta invece oggetto di contestazione di sanzione amministrativa perchè, in ambito comunale di Guspini, aveva lasciato accese a volume altissimo due radio stereo con il fine di impedire la fuga dei cinghiali. Di fatto un mezzo di caccia non consentito che arrecava grave nocimento all’intera fauna selvatica.  Oltre alla sanzione anche il sequestro delle radio. Due cacciatori, inoltre, sono stati denunciati lungo la strada statale 125, perchè avevano lasciate incustodite armi e munizioni nella loro autovettura.

In un solo giorno, poi, ben 17 sanzioni amministrative per complessivi 6.900 euro. In questo caso le violazioni  in materia venatoria  hanno riguardato i territori dei Comuni di Teulada, Senorbì, San Nicolò Gerrei , Maracalagonis, Escalaplano. Tra le inosservanze, anche quella di non avere ottemperato all’obbligo di distanza di 50 metri dalle strade. Poi anche avere  esercitato la caccia senza aver  stipulato polizza assicurativa e tasse di concessione.

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