GEAPRESS – Continua senza sosta l’azione dei bracconieri nel cagliaritano. I volontari del CABS (Committe Against Bird Slaughters) hanno rinvenuto ieri numerose trappole nei pressi di Mitza Fanebas, nel basso Sulcis. Ben 180 archetti disposti in terra e già armati (nella foto di repertorio un bracconiere individuato dal CABS). Altri 500 pronti ad essere attivati. Le tremende trappole sono state tutte distrutte. Un metodo di cattura, quello degli archetti, particolarmente crudele. Di fatto il marchingegno dispone alla sua estremità di un cappio che aggancia l’animale attirato dall’esca, prendendolo per il collo e sferrando un vero e proprio colpo di frusta. Il povero volatile rimane così per ore in tremenda agonia, preso per il collo e con le zampe penzoloni.

Un tordo, un merlo ed una passera scopaiola sono stati trovati già morti mentre un secondo merlo, ormai agonizzante è morto poco dopo che i volontari avevano provveduto a liberalo dalla morsa letale.

Dunque ancora trappole, nonostante gli ormai numerosi interventi antibracconaggio eseguiti dai volontari delle varie associazioni che si stanno alternando nei servizi antibracconaggio. Due mesi pieni di attività ed una stagione non particolarmente significativa per il passaggio degli uccelli. Una migrazione verosimilmente afflitta dall’autunno siccitoso.

Non  mancano le battute polemiche specie contro la Regione Sardegna. Ad avviso dei volontari del CABS non sarebbero eseguiti sufficienti controlli soprattutto nei terminali del bracconaggio. Si tratterebbe, in questo caso, dei mercati e dei ristoranti del cagliaritano, dove vengono serviti i poveri tordi cotti nel mirto. Un piatto natalizio e che dovrebbe pertanto richiedere, sempre ad avviso del CABS, maggiori controlli proprio in questo periodo. Un bracconaggio oltretutto pericoloso per la stessa salute dell’uomo. I sentieri trappolati, infatti, vengono controllati ad ampi intervalli. Gli uccellini, in altri termini, potrebbero già essere in parte decomposti. Considerati però gli alti prezzi di vendita e la stagione particolarmente povera di prede, tutto potrebbe andar bene. I forti aromi utilizzati nella cottura, coprono facilmente la decomposizione.

Di fatto, quello che denuncia il CABS, è la scarsa incisività dell’azione messa in campo dalla Regione Sardegna.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati