GEAPRESS – Duemila trappole perfettamente funzionanti per la cattura dell’avifauna. Tra queste lacci-cappio, costruiti utilizzando nylon e crine. Erano posizionati sia in terra (1123) che sugli alberi (739). Poi trappole in filo metallico, anch’essa disposte a cappio, per la cattura di cervi e cinghiali.

Questo il riusltato del campo anitbracconaggio condotto dalla LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) nel cagliaritano. Una quindicina di volontari che hanno pure provveduto a neutralizzare altre 2000 basi per il posizionamento di lacci. In tutto, in quest’ultimo caso, oltre 2000 armature in metallo.

Capoterra, Uta, Assemini, Santadi e le zone di Gutturu Mannu, S’Arcu de su Schisorgiu, Poggio dei Pini, Rio S. Girolamo, Monte Arcosu. Queste le aree battute dai volontari in costante contatto con il Corpo Forestale della Regione Sardegna al quale sono stati consegnati sia i mezzi di caccia illecita ma anche gli uccelli rinvenuti già morti nelle trappole. Ancora in vita ed in buono stato di salute, invece, un Tordo bottaccio che è stato liberato. Un fatto indubbiamente positivo si èregistrato, inoltre,  nel corso dei sopralluoghi nei mercati cagliaritani di San Benedetto e di via Quirra. Nessun uccellino in vendita.

Eppure, dicono dalla LAC e dal Gruppo d’Intervento Giuridico che ha collaborato con le operazioni, nella sola zona di Capoterra si stimano un centinaio di bracconieri “fissi” ed altri 200 “occasionali”. Un fenomeno che nel complesso appare, secondo la LAC, in sensibile diminuizione. Un risultato delle azioni antibracconaggio messe in campo dalle Associazioni ecologiste e dalle Forze dell’Ordine. Il giro di affari, però, rimane consistente. Un mercato basato sulle “grive”, ovvero uno spiedo di otto tordi (pillonis de tàccula) dal costo di circa 100 euro. Sempre secondo la LAC i fruitori finali sarebbero alcuni ristoranti del cagliaritano alcuni dei quali, abbastanza noti. Un motivo in più, riferiscono sempre gli ambientalisti, per non abbassare i controlli nel periodo natalizio, quando massimo è il consumo delle “grive”.  

Anche quest’anno – hanno dichiarato Andrea Cucini, Eduardo Quarta e Maurizio Gatto, coordinatori della campagna anti-bracconaggio della L.A.C. – siamo particolarmente soddisfatti  per l’aiuto fornito dal Corpo Forestale e dai Carabinieri che  combattono il bracconaggio ogni giorno, ma siamo convinti della necessità di un impegno molto più incisivo nei confronti degli acquirenti e un deciso rafforzamento delle sanzioni. Sequestri – hanno aggiunto i tre esponenti ecologisti – sia dei mezzi utilizzati per il bracconaggio ma anche delle automobili utilizzate, oltre che ispezioni in ristoranti e mercati“.

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