cacciatore
GEAPRESS – Sono sempre meno i cacciatori in Italia. La notizia è stata  ovviamente accolta in maniera positiva  dal CABS, il nucleo di volontari antibracconaggio  che recentemente nella provincia forse più venatoria d’Italia, ossia quella di Brescia, era divenuto oggetto di quesito rivolto alla Prefettura da parte di una rappresentanza di cacciatori. Volevano sapere chi fossero quei soggetti con sede a Bonn che se ne andavano in giro per le montagne. Il CABS riporta ora i dati forniti  da La Stampa.

579.252 licenze di caccia che sarebbero state rilasciate nel 2016 contro i 751.876 titolari del 2007. Tra queste, poi, bisognerebbe capire quali realmente afferenti alla scelta di andare a caccia.

Ad ogni modo si tratta di un declino consistente in meno di dieci anni .

La diminuizione assume poi i contorni di un vero e proprio crollo se rapportato agli anni d’oro dei seguaci di Diana. Secondo dati della Coldiretti, nel 1980 vi erano 1.701.853 cacciatori. Una diminuizione drastica pari, rispetto ai dati riportati per il 2007, al 55,8%. In aumento anche l’età media.

Un sospetto arriva poi per  il 2014 e 2015. In quest’ultimo anno si è registrata, infatti, una ripresa delle licenze di porto d’armi. Sono cresciute  del 12,5% quelle uso caccia, ma contemporaneamente sono aumentate anche quelle  per uso sportivo (18,5%). L’altro uso concesso per detenere un’arma  in Italia è quello per difesa personale, che invece è diminuito. Possibile, aveva sottolineato qualcuno, che in tempi di paure e controlli stringenti sulle armi,  siano diventati tutto cacciatori e sportivi?

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