GEAPRESS – Quattro cacciatori, di età compresa tra i cinquantanove e gli ottant’anni, originari del chietino, sono stati fermati dal Corpo Forestale dello Stato all’interno del Parco Nazionale della Majella. Stavano transitando con le loro autovetture in località “Valico della Forchetta” in territorio del Comune di Palena. Trasportavano armi e munizioni che sono state poste sotto sequestro a seguito della violazione dello specifico reato venatorio relativo all’introduzione di armi in area parco. Contestate anche le sanzioni amministrative per un totale di 1376 euro, a seguito di violazione della legge regionale sulla caccia e dell’apposita delibera prevista dall’Ente Parco. Ad intervenire i Comandi Stazione Forestali di Cansano (AQ), Palena (CH) e del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente di Guardiagrele (CH).

A Lecce, invece, intervento del Comando Stazione della Forestale nell’Oasi di Protezione della fauna selvatica “Li Belli”. Il cacciatore è stato sopreso nei pressi del Bosco Ranti, nel Comune di Lequile. L’intervento scaturisce nell’ambito del controllo del territorio finalizzato alla repressione del fenomeno del bracconaggio. Un fatto grave, secondo il Coordinamento Provinciale di Lecce del Corpo Forestale, dal momento in cui le Oasi assolvono il compito di rifugio, sosta e riproduzione della fauna selvatica, in particolare di quella migratrice. I cacciatori dovrebbero conoscere la aree di divieto, nel caso visionabili nella documentazione presente sia nel il sito web dell’A.T.C. Lecce (Ambito Territoriale Caccia) che negli appositi Uffici, dove sono presenti le mappe delle aree di divieto stabilite dal Piano Faunistico Venatorio.

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