GEAPRESS – Mentre in Sardegna (vedi articolo GeaPress) hanno pensato di “restringere” gli ambiti di caccia dei territori isolani in un unica area (grande quanto l’intera Regione!!!) in Lombardia i cacciatori di Mantova, Monza e Brianza stanno preparando migliaia di ricorsi contro i “soprusi” subiti.

Tutti insieme, poi, vogliono anche la caccia in deroga, ossia potere sparare a specie altrove vietate. Vorrebbero scientificamente difendere la tradizione venatoria, perchè, come per le balene trucidate dai giapponesi, la legge consente di derogare ai divieti EU ma solo se con motivazioni scientifiche.

Sembrava tutto a posto, incontro con i Consiglieri e varie discussioni alla Regione. Come ogni anno, tanto da essersi ispirati proprio al calendario venatorio passato.

Ma come un improvviso tuonante temporale estivo,  arriva “l’ambientalista” Lega Nord che così come già accusata in Veneto (vedi articolo GeaPress) rompe le uova nel paniere e provoca un secco proclama congiunto di Federcaccia, ed altre sei associazioni venatorie. La Lega Nord si becca, così, un quasi identico proclama sui duri propositi, annunciato questa volta contro di lei dal palco venatorio che avverte: “terremo duro sino alla fine”.

Parrebbe, infatti, che i legisti abbiano posto il veto proprio sulle cacce in deroga. Quasi un atto dovuto, ma che suscita le ire dei cacciatori lombardi che si erano preparati a passare una tranquilla estate prima di imbracciare la doppietta. Fringuello, Peppola, Frosone e Pispola (come l’anno scorso) con l’aggiunta di Storno, Prispolone e la rarissima Tordela. In alcuni casi pochissimi grammi di indifesi uccellini che hanno richiamato le istanze soprattutto delle provincie di Bergamo e Brescia, come dichiarato dagli stessi cacciatori. Guarda caso sono le provincie lombarde dove la legge ha convertito i tradizionali impianti di uccellagione (ossia i roccoli) in discutibili centri ornitologici. Era di fatto un roccolo, sebbene abusivo, quello scoperto dal Corpo Forestale di Brescia (vedi articolo Geapress) con 150 uccellini lasciati a decomporsi nelle gabbiette nel giardino degli orrori.

C’è solo da sperare che la Lega, forte degli inossidabili consensi lombardi ripensi ai duraturi propositi, schierandosi questa volta dalla parte della piccola fauna lombarda.

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