GEAPRESS – Il bilancio degli ultimi dieci giorni di attività del Nucleo Lombardia Guardie Giurate Volontarie del WWF Italia non lascia dubbi: i cieli della Lombardia sono un buco nero per gli uccelli.

Gli sforzi dei paesi dell’Unione Europea per tutelare i biotopi di nidificazione, le Direttive che tutelano i migratori sono vanificati da un’attività venatoria che ad avviso del WWF è ormai senza regole. Una presenza sempre più spregiudicata e che assume in alcune zone connotazioni delinquenziali (come nel caso del recente attentato a Lumezzane con il danneggiamento dell’impianto frenante dell’auto di servizio delle guardie – vedi articolo GeaPress).

L’attività di vigilanza dei volontari del WWF nel corso dell’Operazione denominata Volo Sicuro ha portato ora alla denuncia di 29 cacciatori (27 bresciani e 2 bergamaschi), che sono stati sorpresi in flagranza di reato utilizzando mezzi vietati di caccia o per aver abbattuto specie protette. Ventisette i richiami acustici a funzionamento elettromagnetico e oltre duecento gli esemplari di uccelli appartenenti a specie protette posti sotto sequestro.

La provincia di Brescia e la provincia di Pavia sono state oggetto di mirata attività di prevenzione e repressione del bracconaggio in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, il Corpo Forestale dello Stato e la Polizia provinciale delle due province, contando anche sulle decine di segnalazioni che pervengono al numero di telefono antibracconaggio predisposto dal Coordinamento Guardie WWF della Lombardia (tel. 328 7308288).

Il bracconaggio nelle province di Brescia e Bergamo è confermato anche dagli arrivi di rapaci, specie tutte particolarmente protette, feriti da armi da fuoco e curati dal Centro recupero Animali Selvatici WWF di Valpredina (BG) dall’inizio della stagione venatoria, dove nei giorni di caccia ne arrivano uno al giorno.

Nessuna specie è risparmiata – dichiara Antonio Delle Monache coordinatore Guardie Volontarie Venatorie WWF Lombardia – in un appostamento fisso di caccia in Val Camonica erano stati uccisi esemplari di cincia mora, verzellino, verdone, ballerina bianca, cardellino, pispola, fringuello, pettirosso. Il record per il carniere più consistente va a un capannista di Leno che aveva abbattuto 40 fringuelli e sei peppole”.

Non sono mancati tra i sequestri altre specie protette: culbianco, cinciarella, cinciallegra, migliarino di palude, spioncello, tordela e tortora dal collare.

Il sistema sanzionatorio evidentemente non funziona – ha aggiunto il responsabile del WWF – dal momento in cui alcuni dei denunciati sono recidivi e da informazioni circostanziate apprendiamo che cacciatori denunciati, già all’indomani dei sequestri sono nuovamente in piena attività”.

I bracconieri di piccoli uccelli seguono le loro vittime e nel corso degli ultimi decenni pratiche un tempo confinate a solo alcune provincie lombarde si sono diffuse anche in altre, prima indenni a certi massacri. Secondo il WWF la provincia di Pavia, con i suoi oltre cento appostamenti fissi di caccia ai piccoli uccelli a cui vanno aggiunti gli appostamenti temporanei, rappresenta la nuova frontiera del bracconaggio.

In Lomellina abbiamo assistito ad uno spettacolo indecente – racconta Antonio Delle Monache – i richiami vietati risuonavano in ogni campo. Mentre in Val Camonica nella piana che va da Pisogne ad Esine decine di cacciatori abbattono tutto quello che vola, non curanti di coloro che fanno jogging e vanno in bici lungo la pista ciclabile della Valle e che rischiano di essere colpiti dai pallini: la totale impunità regna sovrana”.

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