foto cagliata richiami vivi
GEAPRESS – Ore decisive per l’annosa vicenda dei richiami vivi, piccoli uccelli migratori catturati per servire da richiamo ai cacciatori. Approda infatti alla Camera l’articolo 15 predisposto dal Governo nella legge Europea 2013; da domani sarà in Assemblea della Camera dei Deputati per il voto finale. Secondo le associazioni capitanate dalla LIPU, che si era fatta promotrice di una petizione popolare, tale uso sarebbe vietato dalla direttiva comunitaria di settore.

Tale articolo, però, sarebbe del tutto insufficiente allo scopo non vietando la cattura e l’utilizzo dei richiami ma limitandosi a prevederli in deroga. Ad avviso di Enpa, Lav, Lipu-BirdLife Italia, Wwf Italia si tratterebbe in realtà di “una soluzione blanda e anzi molto negativa, non solo perché andrebbe ad appesantire il già impossibile sistema delle deroghe italiane sulla caccia, ma perché non risponde affatto alle richieste dell’Europa, secondo cui si può fare del tutto a meno dell’utilizzo dei richiami vivi“.

La LIPU ha raccolto in  poche settimane ben 50.000 firme a sostegno della modifica di legge. Poi la  mobilitazione in rete che nelle ultime ore ha già coinvolto oltre mezzo milione di persone. Per non parlare della procedura di infrazione comunitaria che chiede di intervenire.

Il frutto di tale mobilitazione è un emendamento abolizionista sottoscritto da deputati di molti gruppi e persino la volontà del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: tutto sembra pronto per l’evento storico dell’abolizione dei richiami vivi, una delle pratiche più violente contro gli uccelli selvatici.

Quella dei richiami vivi, si legge nella nota delle associazioni, è una situazione cui possiamo finalmente dire basta con l’emendamento all’articolo 15, sottoscritto da numerosi parlamentari che in un solo colpo risolverebbe il contenzioso con l’Europa e volterebbe, dopo decenni, questa brutta pagina riservata agli uccelli selvatici. “Il Governo, a cominciare dal Ministro Galletti, dia parere favorevole, e il Parlamento approvi l’emendamento. Dimostriamo – concludono le associazioni – che l’Italia tiene alla legalità ambientale, alla biodiversità e al rispetto della vita selvatica”.

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