foto cagliata richiami vivi
GEAPRESS – Giorni di apprensione sia per il mondo ambientalista che per quello venatorio, in tema di “richiami vivi”.

A distanza di soli due giorni dalla criticata votazione alla Camera dei Deputati (vedi articolo GeaPress) dell’art. 15 della Legge Comunitaria 2013 , il Governo, lo scorso 13 giugno,  ha approvato in Consiglio dei Ministri il Decreto “Ambiente Protetto” che prevede una parte dedicata proprio alla procedura d’infrazione sui “richiami vivi”.

Il Decreto ora approvato tratta, in realtà, delle disposizioni urgenti per la tutela dell’ambiente che inglobano, tra i punti considerati, anche la “riduzione delle procedure di infrazione comunitaria in materia ambientale“.  Tra queste anche quella “per cancellare la procedura d’infrazione europea sui cosiddetti “richiami vivi” (cattura di uccelli ai fini del richiamo per la caccia)”.

Nessuna indiscrezione è finora circolata sulla decisione presa dal Governo. Di certo segue a distanza ravvicinata quella presa  alla Camera dei Deputati. Si ricorda che alla Camera è stato respinto un emendamento all’articolo 15 della Legge Comunitaria 2013, che avrebbe cancellato ogni ipotesi di cattura dei “richiami vivi”.  Invece, stante le denunce degli ambientalisti, l’art. 15 poi approvato con il voto determinante di PD e Lega, lascerebbe sostanzialmente invariata la questione.   Cosa ha deciso ora il Governo?

Poco o nulla si apprende dal comunicato che ieri ha diffuso il Ministero dell’Ambiente, se non la conferma della votazione avvenuta in sede di Consiglio dei Ministri.

L’approvazione del Decreto si inquadra nella volontà del Governo di evitare ogni possibilità di procedura d’infrazione (già annunciata per i richiami vivi) nei confronti dell’Italia. La proposta di Legge Comunitaria 2013, infatti, deve ancora passare per un lungo iter parlamentare.

Appare però improbabile che il Governo può aver preso con il Decreto ora approvato, una decisione contrapposta a quella recentissima della Camera. Questo anche alla luce del fatto che l’iter proposto dall’art. 15 per togliere la procedura d’infrazione per i richiami vivi è praticamente identico a quello sulle cosiddette cacce in deroga. Anche per queste vi era una procedura d’infrazione, tolta dall’Europa dopo una modifica alla legge sulla caccia attuata nei mesi scorsi. La possibilità di cacciare in deroga, è stata però salvata.

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