GEAPRESS – “Il recente episodio relativo al ferimento di un bimbo di Massarosa (Lucca), colpito al volto da un pallino da caccia, impone una seria riflessione sui rischi di lesioni, anche gravi, ai cittadini, dovuti all’imperizia di singoli cacciatori ma anche all’insufficienza delle distanze minime di rispetto in direzione di abitazioni e luoghi di lavoro, troppo spesso violate“.

E’ il commento del Presidente LIPU-BirdLife Italia Fulvio Mamone Capria al grave episodio accaduto in Toscana. Il bambino di otto anni, a quanto pare, si trovava nel giardino di una casa insieme alla zia, anch’essa colpita da un pallino ma solo di rimbalzo. Stessa sorte per un muratore che si travava a lavorare sul tetto dell’abitazione. La donna e il muratore, sembrerebbero non avere riportato conseguenze.

Già nel giorno di apertura della stagione venatoria – prosegue Mamone Capria – si sono contati diversi problemi, anche molto seri, dovuti non solo agli errori, sempre imperdonabili, dei singoli, ma anche alla particolare conformazione del territorio italiano, ‘stretto’ e fortemente urbanizzato, che comporta inevitabilmente un alto rischio per i cacciatori stessi e per i cittadini che vivono o transitano in campagna.

E’ una questione – aggiunge il Presidente LIPU – continuamente segnalata, dalla LIPU e da moltissimi cittadini, e che non può più essere sottovalutata. Una questione alla cui soluzione dovrebbero contribuire in primo luogo gli stessi cacciatori, per trovare soluzioni che rendano più tollerabile la caccia da parte di chi, suo malgrado, deve subirla per tanti mesi all’anno.”

Tra queste soluzioni, la più semplice e immediata sarebbe la previsione di distanze di sparo maggiori da abitazioni e luoghi di lavoro. Si rifletta bene – conclude Mamone Capria – Il tema è serio e richiede una svolta altrettanto seria“.

 

AGGIORNAMENTO: nel pomeriggio del 19 settembre, forse a seguito delle stesse ricerche dei Carabinieri negli ambienti venatori del luogo, si è presentato il responsabile del colpo di fucile che ha ferito le tre persone. Si tratta di un cacciatore di anni 69. I Carabinieri non hanno diffuso l’identità. L’interrogatorio è avvenuto alla presenza del suo Avvocato. Per il cacciatore, oltre al sequestro dei fucili e del munizionamento, la denuncia per lesioni colpose ed esplosioni pericolose.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati