GEAPRESS – Continua imperterrita l’attività dei cacciatori di frodo. Cacciatori, spesso, con regolare porto d’armi al quale ben poco può far timore la legge sulla caccia italiana anche nel caso di violazioni più gravi.

In Abruzzo ed in Toscana due interventi, ad opera del Corpo Forestale dello Stato in area Parco. A Fagnano Alto (AQ), nel Parco Sirente Velino, i Forestali del Comando Stazione di Barisciano e Fontecchio hanno fermato nei giorni scorsi due uomini sorpresi dopo avere ucciso un cinghiale. Regolare il porto d’armi, mentre del tutto abusiva era la caccia nel Parco. Sequestrata la carabina e le munizioni.

Nel Parco regionale delle Alpi Apuane, invece, sempre il Corpo Forestale dello Stato ha provveduto a bloccare quattro bracconieri sorpresi anch’essi con un cinghiale abbattuto. 

Ancora più rilevante, per quanto riguarda i sequestri, l’intervento messo in atto nei giorni scorsi dal Corpo Forestale della Provincia di Trento, dai Carabinieri e dai Guardiacaccia dell’Associazione cacciatori trentini. Nel corso dei controlli ai titolari di porto d’armi uso caccia, sono stati rinvenuti numerosi trofei, circa una trentina, tra i quali caprioli, camosci, volpi, galli cedrone ed altri animali. 

Era, inoltre, un cacciatore con regolare porto d’armi, il bracconiere fermato dalla Polizia Provinciale di Ravenna, sorpreso a cacciare con l’ausilio di richiami vietati. Singolare la maniera con la quale, nell’area umida, è intervenuta la Polizia provinciale. A bordo di un Kajak. Il bracconiere non solo si era attardato oltre i limiti di orario previsti dalla legge sulla caccia, ma era in possesso della licenza da meno di un anno. Fatto questo che l’avrebbe dovuto obbligare a farsi accompagnare da un cacciatore più anziano.

Un vero e proprio arsenale è stato, infine, scoperto dalla Polizia Provinciale di Prato e dal Corpo Forestale dello Stato  di Pistoia. Due silenziatori artigianali in metallo (i silenziatori sono vietati per l’uso venatorio ancorchè se di fabbricazione artigianale), una balestra di grosse dimensioni, frecce, dardi, tre lame in acciaio, due torce predisposte per l’alloggiamento alla canna del fucile, quindici trappole metalliche per la cattura di piccoli volatili, 1500 munizioni a pallini, oltre 200 munizioni a palla tra le quali 86 proiettili da guerra e circa 1 kg. di polvere da sparo. Trovati, in ultimo, uccelli morti appartenenti a specie protette e parti di volatili appartenenti a specie particolarmente protette. Il tutto è stato ritrovato presso un’abitazione di Treppio, nel Comune di Sambuca Pistoiese.

Purtroppo la legge sulla caccia, prevedendo solo blandi reati di semplice natura contravvenzionale, non prevede neanche nei casi più gravi il ritiro del porto d’armi se non a condanna divenuta definitiva o decreto penale di condanna esecutivo.

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