GEAPRESS – Mala tempora currunt e se ora pure il famigerato emendamento del Senatore Molinari dovesse passare (quello che consentirà di uccidere animali anche nei parchi) si rischia pure di abolire l’obbligo di perseguire interventi ecologici incruenti al quale sarebbero subordinati gli abbattimenti nel caso di paventati danni alle attività agricole. Caccia tutto l’anno e dove vuoi, insomma.

In Piemonte qualcosa di simile all’emendamento Molinari, negli anni scorsi, si è tentato di far passare. Ora ci stanno tentando a livello nazionale. Per questo è importante che il referendum regionale anti caccia, per un quarto di secolo bloccato dalle lobby politico venatorie nonostante i 60.000 cittadini che lo avevano richiesto, si vinca.

Per questo è importante essere domani in tanti alla manifestazione anti caccia che si terrà a Torino” ha dichiaralo a GeaPress è Roberto Piana, responsabile piemontese della LAC (Lega Abolizione per la Caccia).

L’appuntamento per tutti è alle 14.00 davanti a Porta Susa. Una manifestazione che potrebbe, sotto certi punti di vista, esulare anche dal tema specifico, dal momento in cui se per 25 anni si è riusciti a bloccare la volontà popolare, ci troviamo innanzi a qualcosa di veramente molto grave. Ancor più grave, poi, se di mezzo c’è la morte non solo di 60.000 firme, ma anche di milioni di animali. In Piemonte come in ogni parte d’Italia.

L’Italia delle cacce in deroga illegittime. L’italia delle pre aperture delle stagioni venatorie che ignorano i pareri degli esperti previsti dalla Stato. L’Italia dove è consentito allevare e uccidere i piccoli di capriolo raccolti nei boschi, come nella provincia di Bolzano. L’Italia dove per raggiungere il limite minimo di superficie protetta dal piombo dei cacciatori, si arriva a proteggere un’autostrada, così come specificatamente indicato nel calendario venatorio per la provincia di Enna.

Da Nord e Sud, da Est ad Ovest, senza soluzione di continuità. Tutti contro la caccia ed affinchè, in Piemonte, si svolga la prossima primavera il referendum scippato dalle mani della democrazia e del consenso popolare.

E pensare – ha aggiunto Roberto Piana – che grazie all’emendamento del Senatore Molinari, anche le specie oggi protette o a rischio di estinzione potrebbero essere oggetto di abbattimenti. Questo – ha spiegato il Responsabile piemontese della LAC – perchè si stabilisce che il parere tecnico dell’ISPRA, massimo organo scientifico, non sarà più obbligatorio ma solo vincolante. Questo quando già le Regioni di fatto ignorano l’ISPRA. La società civile insorga!”.

Basta animali uccisi per divertimento. Basta alla caccia.

Porta Susa, sabato 17 settembre 2011, ore 14,00. In corteo fino a Corso Cairoli nei pressi di Piazza Vittorio. Info sul sito della LAC  ed evento su Facebook

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