incidente caccia
GEAPRESS – Tutto normale, le campagne dei cacciatori sulla sicurezza non servono a molto se già il primo giorno di pre-apertura si registra un ferito grave, cacciatore. Questo il commento dell’Associazione Vittime della Caccia, a poche ore dal via alle doppiette in quasi tutte le regioni italiane, nonchè dal primo incidente.

La dinamica di quanto occorso a Guidonia (di cui si occupano i Carabinieri di Tivoli) sarebbe però, così come ricorda l’Associazione, poco chiara. Ieri un 58enne è stato ferito da un collega in mimetica che, a quanto pare, avrebbe sparato ad un cinghiale con un fucile caricato a munizione spezzata (pallini di piombo). La munizione che ha ferito all’occhio, al viso e al torace il cacciatore 58enne, rileva sempre l’associazione, non è però consentita per abbattere i cinghiali, come non è consentito sparare ai cinghiali in queste pre-aperture disposte dalla Regione Lazio. Il calendario venatorio Lazio dispone infatti , la caccia al cinghiale da ottobre a gennaio per un massimo di 40 giornate a cacciatore. Sono invece merli, cornacchie grige, gazze, ghiandaie e tortore i primi “legalmente” condannati a morte. Il presidente della Regione Lazio il 28 agosto scorso, soli tre giorni prima della pre-apertura, con Decreto P.R.L (T00244) ha modificato il calendario venatorio del 3 luglio (T00163). In tal maniera  non ci sono però i tempi da parte delle associazioni ambientaliste per ricorrere al Tar ed impugnare l’atto con cui si deroga.

Ad avviso dell’Associazione Vittime della Caccia, si è così innanzi ad una situazione scandalosa. Ad ogni modo, riferisce la stessa associazione, non è una novità quello di un metodo definito ora un ” sistemino poco democratico e trasparente” con cui gli amministratori pubblici gestirebbero gli affari di casa nostra.  Daniela Casprini, presidente dell’Associazione Vittime della caccia, addita ora la vigilanza venatoria, ivi compresa quella delle stesse associzioni di settore.

Per l’Associazione Vittime della Caccia, succede così come a Guidonia e succederà ancora fino al 31 gennaio 2014 che “la gente si sparerà addosso“, come nella precedente stagione venatoria 2012-2013. In quel caso, secondo la statistica riportata dalla stessa associazione, furono 118 le vittime  durante le battute di caccia (ambito venatorio), di cui 3 morti e 16 feriti tra chi con la caccia non c’entra e non ci vuole entrare, bambini compresi. In quest’ultimo caso ci furono due morti ed un ferito.

Considerando poi nello stesso arco di tempo (1 settembre/31 gennaio) anche cosa combinano fuori dalle battute venatorie i cacciatori (ambito extravenatorio) con le loro armi, ai precedenti numeri si aggiungevano, sempre nella scorsa stagione venatoria, altre 33 vittime, di cui 24 tra la gente comune (8 i morti e 16 i feriti, tra questi 6 i bambini colpiti: 3 morti e 3 feriti).

Niente di nuovo sotto il sole settembrino. Riinizia la tragica conta delle vittime“, conclude la Casprini.

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